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Dibattito aperto

Centrosinistra, lavori in corso: “La Puglia in più” non esclude le primarie

Il movimento che fa riferimento a Dario Stefano valuta gli scenari. Anche al suo interno le posizioni sono diversificate rispetto all'ipotesi di ricandidatura del sindaco Salvemini

LECCE – Il movimento “La Puglia in più”, che in consiglio comunale esprime Saverio Citraro e che fa riferimento a Dario Stefano, apre in maniera abbastanza chiara all’ipotesi delle primarie per la scelta del candidato sindaco per le amministrative leccesi del prossimo anno.

Ipotesi che lo stesso cittadino uscente, Carlo Salvemini, ha indicato come una strada possibile, rimettendo alle forze che compongono la coalizione la valutazione sia della sua candidatura, per la quale si è detto disponibile sin dall’autunno, ritenendo giusto doversi sottoporre al giudizio della cittadinanza, sia delle eventuali alternative, comprese le primarie, che per lui avrebbero senso solo se in campo ci fosse un’idea davvero diversa rispetto al programma politico e amministrativo da portare avanti. Il sindaco, insomma, non intende prestarsi a operazioni di marketing politico.

Proprio sull’idea delle consultazioni aperte all’elettorato di centrosinistra si sono espressi i coordinamenti provinciale e cittadino de “La Puglia in più”. “Riteniamo infatti indispensabile e necessario – si legge in una nota - costruire, a meno di un anno dalle elezioni, un’occasione per analizzare cosa effettivamente non ha funzionato dell’attuale amministrazione e, quindi, poter esprimere cosa fare per correggere la rotta e come eventualmente farlo. Se a valle di questa imprescindibile discussione sui temi, emergessero dei chiari motivi di distinguo rispetto ad una ricandidatura dell’attuale sindaco, sulla cui eventualità, anche al nostro interno, si sono sviluppate posizioni molto diversificate, il ricorso alle primarie potrebbe essere un’occasione rispetto alla quale noi come movimento ci riserveremo di poter aderire ed esprimerci”.

“In mancanza di unanimità intorno alla eventuale ipotesi del candidato sindaco uscente o di un’altra figura autorevole capace di fare sintesi, consolidare l’attuale coalizione di maggioranza o anche rafforzarla e allargarla, coinvolgendo la comunità leccese in una partecipazione più convinta e operativa, riteniamo le primarie già proposte da qualcuno uno strumento a cui poter ricorrere. A condizione, però, che siano vere e non invece un mezzo per legittimare nomi che faticano a trovare il consenso della coalizione”.

Intanto, nel pomeriggio di oggi, è prevista una riunione tra il Pd cittadino e Sinistra Italiana, nel giro di una serie di consultazioni che i dem stanno facendo per cercare una quadra in vista del secondo confronto con Salvemini che, al termine della settimana prossima, si aspetta chiarezza rispetto ai nodi posti la volta precedente: esiste la sufficiente convinzione a sostenere con lealtà una sua ricandidatura? Ci sono ipotesi concrete per aprire la strada alle primarie, con o senza di lui? Si tratta di questioni tutto sommato abbastanza semplici, rispetto alle quali la città merita risposte chiare senza cadere nella liturgia meramente politichese che è una cosa che gli elettori tollerano sempre di meno: lo hanno dimostrato nelle urne varie volte, ma alcuni fanno tanta fatica a capirlo. 

Per il momento due nomi che erano stati tirati in ballo come possibili protagonisti delle primarie - gli assessori Cristian Gnoni e Angela Valli, entrambi dell'area civica di Alessandro Delli Noci - hanno nettamente smentito di essere interessati alla questione.

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