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"Chi inquina paga" in 5 siti: la Provincia a caccia dei responsabili di contaminazioni ambientali

Tanti i luoghi che saranno sottoposti a un’indagine ambientale: a Lecce, Melendugno, Tricase, Ugento e Casarano. Sono quelli ammessi a un finanziamento concesso dalla Regione per un totale di 500mila euro

LECCE – Non riguarderà l'intero territorio, ma intanto rappresenta un primo passo importante. La Provincia di Lecce lancia un segnale con il progetto “Chi inquina paga”: individuerà e verificherà eventuali responsabilità relative alla contaminazione dei luoghi. L’ente ha infatti proposto alla Regione Puglia (che aveva messo a disposizione delle province pugliesi delle risorse economiche) cinque siti di intervento, che sono stati tutti ammessi a finanziamento per 500mila euro.

 Il Servizio tutela e valorizzazione ambientale di Palazzo dei Celestini ha selezionato i siti che presentano problematiche rispetto all’inquinamento di aria, terra e acqua. Ha poi inoltrato alla Regione cinque schede di richiesta di finanziamento. Nello specifico si tratta del cantiere del metanodotto interconnessione Tap a Lecce e a Melendugno i  pozzi di monitoraggio realizzati nell’ambito della costruzione del metanodotto di interconnessione Italia – Albania. A Tricase, inoltre, sarà oggetto di studio il  superamento in diversi campioni di suolo per il parametro berillio; così come a Ugento  il superamento in diversi campioni di acque prelevati da 13 pozzi per i metalli pesanti e, infine, a Casarano, superamento in diversi campioni di acque prelevati da 15 pozzi per i cloruri, coliformi, steptococchi, nitrati, ferro, nichel, cromo, zinco, arsenico, solfati e Ipa (idrocarburi policli aromatici derivanti dalla combustione di materiale organico, ndr).

Per ciascun intervento l’importo richiesto e finanziato è di 100mila euro. Il dirigente  dei Servizio Tutela e valorizzazione ambientale Antonio Arnò, al quale il presidente Minerva ha demandato tutte le attività connesse all’attuazione dell’intervento, ha già siglato la determinazione che approva il quadro economico di progetto operativo. Con lo stesso provvedimento si dà avvio già alla fase di verifica preliminare, che si svolgerà in collaborazione con la polizia provinciale, in modo da provvedere alla esatta localizzazione dei siti oggetto di intervento, alla loro estensione e alla verifica dell’attuale stato dei luoghi. I tecnici incaricati dell’attività di indagine saranno individuati singolarmente per ciascun sito, tramite avviso pubblico, per garantire la massima partecipazione di tutti i soggetti con specifiche competenze professionali.  

“Con questo nuovo intervento in campo ambientale l’ente dimostra sempre più la capacità di conoscere nel dettaglio la qualità del territorio: mettiamo in campo un grande progetto per individuare chi si rende responsabile di inquinamento e far sì che le parole difesa e tutela acquistino concretezza”, ha dichiarato il presidente della Provincia Stefano Minerva. Gli fa eco il consigliere provinciale con delega all’Ambiente Fabio Tarantino: “Con questo progetto puntiamo ad analizzare, valutare e rigenerare i siti individuati e ben distribuiti in tutta la provincia. “Chi inquina paga” è la sintesi di una linea di indirizzo che la Provincia, insieme ai suoi organi di controllo, sta perseguendo per ridare slancio alla propria azione deterrente sul territorio provinciale”.

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