Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Liberazione e Primo Maggio a San Foca? Il punto della situazione

Sergio Blasi chiede al governatore Emiliano di non strumentalizzare la fondazione. Il coordinamento dal basso: "Tap né qui né altrove"

Una foto della Notte della Taranta 2016.

MELENDUGNO – Uno, nessuno… o due concerti? Nel variegato mondo che si è mobilitato contro il progetto di gasdotto sono state lanciate due idee, simili ma distinte: la prima è venuta dal governatore pugliese Michele Emiliano, l’altra dai promotori del “So What Festival”.

Da una parte la celebrazione del 25 aprile con un concerto organizzato con la Fondazione Notte della Taranta, dall’altra quella del Primo Maggio. La diffusione di queste intenzioni ha suscitato reazioni di vario tipo, dentro e fuori il presidio di attivisti che da giorni seguono da vicino le vicende del cantiere di San Basilio dove il 20 marzo sono iniziate le attività di espianto degli ulivi, poi rallentate per le proteste e sospese da ultimo con un intervento del Tar Lazio.

Sulla possibilità che si tenga un evento a San Foca nel giorno della Festa della Liberazione è intervenuto Sergio Blasi, consigliere regionale del Pd e fondatore de La Notte della Taranta: “Ritengo sbagliato utilizzare la Fondazione La Notte della Taranta per organizzare un concertone No-Tap il 25 aprile. Il concerto No-Tap c’è già, fissato per il primo maggio, e organizzato ‘dal basso’. Non servono due concerti e soprattutto non serve alla battaglia per opporsi all’approdo a San Foca del gasdotto, impiegare un’istituzione culturale la cui missione sarebbe lavorare al recupero e alla valorizzazione del patrimonio immateriale dei canti del Salento e non prestarsi a battaglie politiche per quanto giuste e condivisibili”.

“Non dimentichiamo mai che La Notte della Taranta è di tutti, come di tutti è il patrimonio culturale sul quale è stata edificata. La sua sfida è sempre stata essere nella modernità senza tradire la tradizione culturale del Salento e l’affetto per la propria terra. Per questo sarebbe meglio, a mio parere, che il Presidente Emiliano si astenesse dall’utilizzarla in questo modo e ovviamente che la stessa Fondazione esibisse un profilo più consono alla sua missione culturale, evitando di mettersi sull’attenti al primo cenno”.

Per quanto riguarda invece la Festa del Lavoro, il Coordinamento Primo Maggio No Tap ha inviato una nota per chiarire alcuni passaggi: “In questi giorni sono tante le informazioni e le notizie che sono rimbalzate sul web e sulla carta stampata, per questo ci teniamo a chiarire un punto essenziale per rispetto di chi ha accettato fin da subito di sostenere la petizione. L'adesione da parte degli artisti alla petizione lanciata dai ragazzi del So What a sostegno della causa NoTap non ha mai previsto una eventuale partecipazione in veste di ospite sul palco di un concerto del Primo Maggio a San Foca. Pensiamo che l'arte e la musica abbiano un ruolo importante e noi operatori del settore abbiamo messo a disposizione ‘quello che sappiamo fare’ per la salvaguardia della nostra terra, conferendole quel valore che merita attraverso una giornata di solidarietà e di musica che spieghi a tutti cos’è Tap e perché non vogliamo che il Salento e nessun altro posto siano approdo di una violenza paesaggistica di tale portata”.

“Sul palco del Primo Maggio di San Foca ci saranno sicuramente artisti salentini e la line up è in via di definizione. Questa spiegazione era necessaria e dovuta soprattutto perché è partito un crowdfounding, una campagna di raccolta fondi finalizzata alla copertura delle spese di produzione - con scadenza 22 aprile, gestita, nella massima trasparenza, dal Presidio NoTap e da tutte le organizzazioni che si sono messe a disposizione in forma assolutamente gratuita. Se non dovessimo raggiungere la quota stabilita non sarà possibile organizzare alcun concerto e ciò che è stato raccolto verrà restituito immediatamente a chi ha versato i soldi sul portale. Se dovessimo, invece, superare la somma necessaria per il pagamento dei costi di produzione, la parte eccedente verrà consegnata dal Coordinamento 1maggio al Presidio per qualsiasi necessità”.

"Il palco del 1 maggio non si presterà a strumentalizzazioni politiche e saremo uniti nel dire 'No Tap né qui né altrove' perché l'affare Tap è una speculazione finanziaria mascherata da opera utile. E i costi sono enormi: 10mila alberi da eradicare, ettari di scavi e demolizioni, una serie di impianti industriali installati in zone rurali, costi enormi per i cittadini: un processo irreversibile per il territorio. Tutto ciò nella cornice di un conflitto tra Istituzioni: da una parte la speculazione di Tap, multinazionale con sede in Svizzera, sostenuta del governo centrale tramite il diktat dell'Ue; dall'altra il governo regionale, i comuni e le popolazioni locali. Giustificare nuovi investimenti all'estero per estrarre petrolio e gas o nuove infrastrutture in Italia per garantire che petrolio e gas possano ‘alimentare il mercato europeo’ è ipocrita e mette in secondo piano i diritti delle comunità che vivono dove le risorse sono estratte e dove le mega opere dovrebbero essere costruite”.

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