Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

"Condivisione piena del messaggio dell'arcivescovo"

Politici e sindacalisti appoggiano le parole del presule di Lecce, Domenico D'Ambrosio, all'indomani del discorso in occasione della processione di Sant'Oronzo. Ma acceso il dibattito tra gli utenti

Il vescovo D'Ambrosio.

LECCE - La politica dei privilegi, la casta colpita dalle picconate "gentili" di monsignor Domenico D'Ambrosio, fa "mea culpa" e dimostra, almeno a parole, di non essere rimasta indifferente al messaggio del presule, in occasione della processione dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato, patroni di Lecce. Ma attenzione al tema del lavoro e dei poveri, nelle interpretazioni del giorno dopo (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29607 ).

In verità, sono stati numerosi i commenti degli utenti, che hanno dato vita ad un acceso dibattito, che prosegue ancora adesso e che risente molto delle discussioni diffuse di questi giorni sull'atteggiamento della Chiesa stessa e sui suoi eventuali privilegi. In queste ore, comunque sia, a mente fredda, arrivano i pareri al discorso di D'Ambrosio da parte del mondo delle istituzioni e del sindacato sui tanti temi, accarezzati ieri sera. E, in qualche caso, si legge una attenzione al futuro quadro elettorale.

Adriana Poli Bortone, già sindaco di Lecce e presidente nazionale di Io Sud, dice di condividere appieno l'analisi di monsignor D'Ambrosio: "Ci sentiamo ancora più responsabili - afferma - nel dover affrontare questa crisi con l'umiltà che oggi deve essere patrimonio di una classe politica rigenerata, con la consapevolezza che non è tempo di perdersi in inutili temporeggiamenti ma che bisogna agire con speditezza e determinazione in sede locale e nazionale".

Così parlò la senatrice in merito al nuovo richiamo alla sobrietà alla classe politica dell'arcivescovo di Lecce: "Oggi - spiega - dobbiamo avere il coraggio di ammettere che siamo poveri sia economicamente sia moralmente, nel momento in cui siamo insensibili nei riguardi delle emergenze che diventano sempre più pressanti e drammatiche. La prossima amministrazione comunale dovrà dedicare tutta la sua attenzione al welfare sapendo valorizzare il volontariato e soprattutto sapendo indirizzare le risorse verso le fasce più deboli della popolazione".

Anche Wojtek Pankiewicz, consigliere comunale dell'Udc, interviene sul messaggio dell'arcivescovo: "Questa buia, per le scarsissime luminarie, Festa patronale è stata illuminata dal discorso dell'arcivescovo, Monsignor Domenico D'Ambrosio. Quindi, prima di tutto, sincera gratitudine a questo grande Pastore della Chiesa di Lecce. Egli, stigmatizzando i troppi privilegi della politica e gli eccessivi sperperi di denaro pubblico per spettacoli e sagre, pone finalmente il problema dei 'poveri tradizionali' e dei 'nuovi poveri' in una prospettiva corretta e, cioè, non in termini di 'assistenzialismo', ma in termini di 'diritti dei poveri'".

"Il problema della povertà - afferma il consigliere moderato -, dunque, non è solo una questione di 'carità', ma una questione di diritti umani fondamentali come il diritto al cibo, il diritto alla salute, il diritto alla casa, il diritto ai servizi sociali. Il richiamo di Monsignor D'Ambrosio assume un'importanza particolare in una città come Lecce, nella quale l'approccio al problema da parte della Giunta comunale è ancora quello feudale del pranzo post natalizio offerto ai poveri con il sindaco-principe, che, col grembiule serve a tavola e quello dei pacchi dono natalizi (determina Gabinetto del sindaco 81 del 14 dicembre 2010, '7mila euro per l'acquisto di pacchi dono per le parrocchie in occasione delle festività natalizie)".

"Iniziative - chiude Pankiewicz - che andrebbero bene come rifinitura di adeguate politiche sociali. I 'diritti dei poveri' e le politiche sociali dovranno essere il tema prioritario per il programma della nuova amministrazione comunale che sarà eletta nella primavera 2012. Lo saranno certamente per il programma dell'Udc".

Sergio Calò, segretario provinciale Fim Cisl Lecce, condivide pienamente il messaggio/monito, lanciato ieri sera dall'arcivescovo di Lecce, Domenico D'Ambrosio, in occasione della processione dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato: "Anche il movimento sindacale, è auspicabile nella sua totalità - afferma -, ma la Cisl in particolare, può, e deve, raccogliere l'esortazione a 'aiutare i giovani, non lasciarli soli?offrendo modelli credibili e scelte coraggiose?.attraverso la credibilità dei nostri comportamenti'. Come non essere d'accordo con Monsignor D'Ambrosio! Il precariato, la mancanza di lavoro 'vero' e il dilagante sfruttamento dei lavoratori insieme alle 'doppie buste paga', alla cassa integrazione e indennità di mobilità perenni, altro non sono che l'altra faccia della medaglia di una politica, e di una casta politica, di governo e di opposizione, sorda a qualsiasi stimolo della società che soffre e attenta solo a preservare propri privilegi, dei quali non si finisce mai di scoprirne la certa entità".


"Dove sono - prosegue - le politiche industriali di sviluppo dell'Italia, e del Mezzogiorno in particolare, da parte del Governo? Dove sono le occasioni di lavoro vero, non ancora precario, sempre precario, offerte e millantate (soprattutto nella sanità) dal governatore di Puglia? Da cristiani, e da cattolici, non possiamo tacere! La Fim Cisl si sente impegnata affinché, se possibile, insieme ai copiosi finanziamenti pubblici per manifestazioni, film e cortometraggi, sagre e 'attività culturali' per gli amici, ci possano essere anche investimenti per attività industriali che generino posti di lavoro veri e duraturi, formazione dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo e sostegno allo sviluppo, reale e credibile, del nostro operoso Salento".

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