Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Il digiuno dell'oncologo contro il gasdotto: "Chiudete il cantiere"

Il dottor Serravezza è in sciopero della fame. Lilt, contraria a Tap per salvaguardare la salute pubblica, sollecita l'intervento dei decisori politici

Giuseppe Serravezza.

LECCE - Niente cibo ed acqua da ora in poi: contro il progetto del gasdotto Tap il famoso oncologo Giuseppe Serravezza è passato alle maniere forti. Il responsabile scientifico della Lilt da ieri pomeriggio ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame, espressione estrema del dissenso contro la costruzione del contestato microtunnel che dall’Azerbaigian approderà sul litorale di San Basilio, a San Foca.

La posizione della sezione provinciale della Lega italiana per la lotta contro i tumori è nota da tempo ed è inequivocabile: “Continuiamo a rigettare nettamente la costruzione dell’impianto a causa dell’impatto sanitario negativo e della pressione ambientale che il Salento sarà costretto a sopportare”, si legge in una nota firmata dalla presidente Marianna Burlando.

“Il territorio -  ricordano i medici della Lilt - è già marcato da una significativa incidenza di malattie oncologiche. I dati relativi alla mortalità per tumori parlano chiaro e sono in costante crescita negli ultimi decenni”.

A monte del rifiuto vi sarebbero, quindi, ragioni superiori di salute pubblica: “E già queste, da sole, basterebbero a far comprendere l’improponibilità del gasdotto unitamente alla gravità politico-amministrativa di penalizzare una volta di più le popolazioni locali – si legge ancora - . Preme sottolineare quanto il rifiuto e il dissenso verso Tap siano avanzati dalla comunità in maggioranza, al di là di appartenenze professionali, ideologiche e di ceto sociale”.

L’associazione – che può vantare un forte radicamento in provincia grazie alla rete di volontari presenti in quasi ogni città -  sta raccogliendo le testimonianze della diffusa avversione verso il metanodotto, “manifestatasi sin dall’inizio e, negli anni, cresciuta e radicata”.

E sul punto è perentoria: “La volontà di così tante persone merita accoglienza e rispetto perché si tratta di salute, non di altro. La decisione estrema dell’iniziativa intrapresa dal dottor Serravezza ha questo significato: richiamare i decisori e quanti possono fermare Tap ad evitare altri danni alla salute, con riduzione e sensibile perdita della qualità di vita delle popolazioni locali”.

L’obiettivo di questa protesta estrema è solo uno: sollecitare la chiusura immediata del cantiere Tap, sensibilizzando i decisori politici ed i rappresentanti degli enti e delle istituzioni, fino all’abbandono completo del progetto da parte del governo nazionale.

“Nel contempo confidiamo di raggiungere i vertici del Paese e portare loro le motivazioni dell’iniziativa estrema messa in atto dal dottor Serravezza, oncologo di indubbio valore umano, etico e professionale che, ancora una volta di più, difende strenuamente e in prima persona il valore della salute e della vita, pure a rischio della propria integrità fisica -  concludono i volontari della Lilt - . La difesa del Salento chiama tutti e ha bisogno del sostegno di tutti”.

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