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Discarica di amianto ancora sotto sequestro. Filoni: “La Provincia inerte non avvia la revoca”

Dopo la conferma del tribunale del Riesame del provvedimento della procura il Comune di Galatone sollecita interventi urgenti per la revisioni delle autorizzazioni

Il Comune di Galatone

GALATONE - Passa il tempo e dopo il sequestro preventivo del luglio scorso disposto dalla procura di Lecce e confermato dal tribunale del riesame e le sollecitazioni giunte alla Provincia di Lecce per la revoca delle autorizzazioni, il sindaco di Galatone, Flavio Filoni è tornato ad accedere i riflettori sul nodo della discarica di amianto in contrada Vignali-Castellino. Sulla questione le due amministrazioni di Galatone e Nardò, con i rispettivi sindaci, Filoni e Mellone, già all’indomani dell’avvio dell’inchiesta e degli accertamenti disposti dalla magistratura, avevano richiesto al presidente della provincia Antonio Gabellone l’attivazione della procedura di revoca della autorizzazione a suo tempo concessa per la discarica gestita dalla società Recupero ecologico inerti (Rei srl). I due Comuni hanno anche manifestato la volontà, in caso di conferma delle ipotesi di violazioni delle procedure di smaltimento e recupero degli inerti, di costituirsi parte civile in un eventuale processo per ottenere la tutela e il ristoro ambientale.              

La vicenda è nota: la procura di Lecce, su richiesta del pm Elsa Valeria Mignone accolta dal gip, Michele Toriello, ha sottoposto a sequestro preventivo la discarica attiva tra i territori di Galatone e Nardò, contestando alcune irregolarità nelle modalità di gestione del pericoloso rifiuto speciale. Dopo aver avviato già in passato alcune restrizioni ed interventi di messa in sicurezza, la ditta Rei srl, alla luce del nuovo provvedimento ha fatto ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la revoca dei sigilli, ma i giudici hanno confermato il sequestro. “Ad oggi non si comprende l’inerzia della Provincia che già con un deliberato di consiglio del 2014 aveva impegnato il presidente ad attivare ogni iniziativa volta alla revoca dell’autorizzazione” rilancia il sindaco galateo Filoni, “e non si comprende proprio alla luce del provvedimento giudiziario di sequestro che ipotizza una inosservanza del decreto ambiente del settembre 2010 nelle modalità di allocazione sovrapposta del materiale contenente amianto che non consente una compiuta verifica della frantumazione del materiale”.

In attesa dei risvolti giudiziari sul piano  strettamente amministrativo il Comune di Galatone, proprio in queste ore, ha nuovamente sollecitato l’intervento della Provincia, che risulta l’unico ente competente al riesame dell’autorizzazione. “Nel caso di mancata attivazione dei rimedi legislativi il Comune è pronto, di concerto con il limitrofo Comune di Nardò” conclude il sindaco Filoni, “ad attirare le iniziative politiche, popolari e se necessario giudiziarie, per la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’ambiente”. A seguito del provvedimento di sequestro per la discarica eseguito dalla polizia provinciale e dal nucleo forestale dei carabinieri nel mese scorso anche il consigliere regionale Cristian Casili aveva sollecitato l’ente di Palazzo dei Celestini a revocare le autorizzazioni per l’impianto tenendo conto anche che una delibera provinciale del 2014 era stato stabilito che l’amianto da conferire  era solo quello riveniente nella provincia di Lecce. Il sito di stoccaggio e trattamento inerti dell’impianto della Rei srl è uno dei pochi autorizzati in tutto il Mezzogiorno.

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