Ricerche in mare di idrocarburi, il fronte del no si divide in due manifestazioni

Per domenica, sul lungomare di Santa Maria di Leuca, il Movimento Regione Salento ha indetto un corteo. Una proposta simile viene dal Partito democratico al quale però gli avversari rimproverano di adeguarsi passivamente alle decisioni del governo

Una veduta panoramica di Santa Maria di Leuca.

LECCE – Ci sarà quella del Movimento Regione Salento, ma anche quella del Partito democratico. I presidi contro la di ricerca di idrocarburi al largo della penisola salentina saranno almeno due, domenica prossima a Santa Maria di Leuca. Ad appena una settimana dalla fiaccolata per l’avvio dei cantieri della strada 275, la marina torna ad essere teatro di una manifestazione che, questa volta, guarda al mare.

Eppure l’obiettivo è lo stesso, impedire che tecniche invasive dell’ambiente marino arrechino danni all’ecosistema,  ma sull’annunciata separazione tra i due appuntamenti,  pare scontato, influisce la campagna elettorale per le regionali di primavera. E, infatti, sia Forza Italia che Mrs puntano l’indice contro l’ambiguità del Pd che a livello nazionale si esprime per l’inclusione delle trivellazioni e degli altri metodi di ricerca tra le opere strategiche, mentre a livello locale propone le barricate.

In virtù di questa premessa, Antonio Gabellone, coordinatore provinciale di Fi, ha annunciato l’adesione al corteo promosso dal movimento presieduto da Paolo Pagliaro e ha chiesto al partito di Renzi di “uscire allo scoperto e fuori da una costante contraddizione, quella per cui a Roma e nei lavori parlamentari si prende una posizione votando ogni genere di provvedimento imposto dalle linee politiche nazionali del Pd e poi sui territori si va a raccontare versioni opposte tentando di carpire la buona fede dei salentini”.

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Il segretario dei democratici, Salvatore Piconese, ritiene invece che la strategia più efficace per far pesare la voce del territorio sia quella dell’unità, al di là delle primogeniture: “La Puglia è la regione che esporta l'85 per cento dell'energia che produce e ai primi posti per gli impianti delle rinnovabili, vive sulla sua pelle le devastazione degli insediamenti di Brindisi e Taranto. Ecco perché saremo in piazza. Il futuro del Salento sta nella valorizzazione dei suoi beni naturali e paesaggistici, in uno sviluppo compatibile con l'ambiente, e questo, attraverso i nostri parlamentari, cercheremo di farlo capire anche a Roma”.

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