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Fair-play di Blasi dopo l'esclusione dal consiglio: incassa il colpo mentre valuta il ricorso

La ripartizione dei seggi sembrava averlo premiato, ma l'esponente del Pd si è ritrovato sacrificato con il ricalcolo dell'Ufficio centrale della Corte d'Appello di Bari. Eletto, invece, Mario Pendinelli

LECCE – Escluso dalla ripartizione dei seggi per il consiglio regionale, Sergio Blasi prende atto del ricalcolo dell’Ufficio centrale della Corte d’Appello. L’oggetto del contendere è stata l’applicazione del premio di maggioranza chiamata a supportare l'azione di governo del riconfermato Michele Emiliano e della sua giunta: il criterio adottato ha portato a un esito diverso – 29 seggi alla maggioranza -  da quello utilizzato dal ministero dell’Interno e che tuttora compare sul sito istituzionale Eligendo.

Nel rimescolamento delle carte, la maggioranza è passata da 27 a 29 seggi; per quanto riguarda la provincia di Lecce, il centrosinistra ha perso Blasi, consigliere uscente, e ha recuperato Mario Pendinelli, della lista “Popolari con Emiliano”.

“Prendo atto di questa decisione, ma faccio fatica a condividerla - ha commentato Blasi in una nota -. Per questo sto valutando la possibilità di presentare ricorso al Tar di Bari, com’è nel mio diritto (ma anche dovere dei tanti cittadini che mi hanno votato) entro i 30 giorni successivi alla pubblicazione del verbale, per far sì che la giustizia amministrativa possa fugare ogni dubbio circa l’interpretazione della legge elettorale”.

Nelle more di una decisione definitiva sul ricorso, Blasi descrive il suo stato d’animo: “Al di là di come andranno le cose, non mi sento sconfitto da questa tornata elettorale. Tutt’altro. Le 13mila 539 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale rappresentano per me un patrimonio politico enorme (oltre che un attestato di stima di cui non sarò mai sufficientemente grato), rispetto al quale continuo a sentirmi impegnato pur non sedendo in Consiglio regionale. Sono il frutto, quelle preferenze, di un percorso umano e politico costruito dentro e fuori il Partito Democratico, un percorso che ha coinvolto e coinvolge tantissime persone e che ha indirizzato in modo chiaro il mio impegno nel corso dei 10 anni da consigliere regionale”.

Per il momento l’esponente progressista fa un passo indietro, dimostrando molto fair-play: “Da questo patrimonio io riparto, tornando a testa alta al mio lavoro in biblioteca, nella convinzione che si possa fare politica al servizio del territorio anche fuori dalle istituzioni. Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta”.

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