Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Fondazione e casa della musica Tito Schipa: le proposte in Consiglio regionale

Si è tenuta la VI Commissione Cultura sulla destinazione d'uso dell'ex Liceo musicale. L'obiettivo: valorizzare il patrimonio culturale attraverso la creazione di una Fondazione intitolata al grande tenore

LECCE – Valorizzare il grande patrimonio culturale che, per il territorio, riveste l'immobile che ospitava il Liceo musicale Tito Schipa. Questa la richiesta formulata dal vicepresidente del Consiglio regionale, Cristian Casili e dal consigliere Paolo Pagliaro in occasione della seduta della sesta Commissione Cultura che si occupata della proprietà e della destinazione d'uso dell'immobile

A questo proposito Casili ha dichiarato che “è importante mantenere alta l’attenzione sulla valorizzazione dell’immobile donato dal grande tenore alla comunità, i cui lavori di ristrutturazione sono terminati nel 2019”.

“Dobbiamo dare il giusto peso e il giusto significato al patrimonio culturale di Tito Schipa e non dimenticare il valore della sua donazione. È importante coinvolgere tutti gli attori interessati: Comune, Provincia, Camera di Commercio, il Conservatorio musicale Schipa e l’associazione Mito Tito Schipa-Aps, per arrivare quanto prima ad una soluzione”.

La questione è aperta da anni e l'obiettivo, ora, è quello di arrivare il prima possibile a un progetto concreto.

La Camera di Commercio e la Provincia di Lecce hanno intanto chiesto alla Regione di individuare la destinazione d’uso più idonea, garantendone una corretta gestione, e l’assessore Bray, come fatto nella precedente audizione, ha proposto l’istituzione di un Palazzo della Musica che diventi un vero e proprio centro culturale e rappresenti la musica e i suoi linguaggi e dia un'identità alla città.

All’interno di questo contenitore culturale, l’assessore ha lanciato l'idea di creare la prima scuola civica italiana di musica, in cui accogliere gli allievi più meritevoli segnalati dalle scuole, le cui famiglie non avrebbero la possibilità di sostenere il percorso di studi dei propri figli e acquistare gli strumenti musicali, che verrebbero per questo donati dalla scuola.

“La prima scelta da fare per la destinazione d’uso è proprio quella tra la creazione di questo centro culturale e  quella di un museo – ha proseguito Casili -. Una volta presa la decisione si deve individuare lo strumento per arrivare a questo risultato, che può essere l’istituzione di una Fondazione pubblico - privata che dovrà essere indipendente e dotata di un fondo di gestione”.

Oltre a progettare e pianificare il futuro dell’ex Conservatorio, secondo Casili “non bisogna dimenticare mai quello che ha fatto Tito Schipa per la città; non si deve perdere l'anima della famiglia Schipa, ma bisogna percorrere strade che diano il giusto riconoscimento al valore storico culturale e all’enorme lavoro che è stato fatto in questi anni”.

Sul punto è intervenuto anche Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani: “Contenitore ed incubatore della cultura musicale: è questa la missione che immaginiamo e vogliamo costruire per l’ex liceo musicale Tito Schipa di Lecce”.

Pagliaro ha ribadito la sua posizione in Commissione cultura, indicando come strada la costituzione di una Fondazione, aperta alla partecipazione di enti pubblici e soggetti privati.

“Questo sarebbe il modo migliore per dare un futuro importante ad un bene tanto prezioso che rappresenta le radici della tradizione lirica e musicale legata alla figura immensa di Tito Schipa, che ha portato l’arte del Salento nel mondo – ha aggiunto lui -. La nostra idea, in sintonia con la visione dell’assessore alla cultura Bray e della famiglia del grande tenore, sarà esplicitata in una proposta di legge che sono pronto a condividere con i colleghi consiglieri. La Fondazione è la via migliore per rispettare le volontà di Tito Schipa e il suo lascito per la valorizzazione del patrimonio che testimonia una carriera luminosa e planetaria”.

“Dell’ex liceo musicale, incastonato nel centro di Lecce, si sta ultimando la ristrutturazione. Ma è al futuro di questo monumento che bisogna pensare, in un percorso che vada oltre i confini e si apra ad una visione internazionale, sul modello indicato dall’assessore Bray del Palau de la Música di Barcellona – ha proseguito -. Un’idea ambiziosa ma concreta, che però necessita di un percorso ben tracciato e di tempi e risorse certi”.

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