Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Canile sanitario sovraffollato, scintille tra Ambiente e Lavori pubblici

La struttura di pronto soccorso e ricovero che è omologata per poche decine di animali oggi ospita oltre cento cani. Andrea Guido non gradisce le verifiche dei tecnici che fanno capo a Gaetano Messuti: "Situazione nota da tempo"

Immagine d'archivio.

LECCE – C’è qualche attrito tra gli uffici di Palazzo Carafa. Almeno così pare leggendo la nota diffusa dall’assessore all’Ambiente, Andrea Guido, sulla situazione del canile sanitario, oggetto di un sopralluogo da parte dei tecnici del settore Lavori pubblici, che fanno capo a Gaetano Messuti.

“Sono felice che abbiano deciso di scomodarsi per verificare una situazione – ha scritto Guido – a noi nota da tempo. Avrei preferito, tuttavia, che le loro attenzione venissero rivolte verso altre questioni più impellenti, come la cura delle aiuole e dei parchi cittadini, la manutenzione delle strade, ridotte quasi ad una gruviera, e la complicata gestione delle marine leccesi”.

Il canile sanitario, che si trova in via San Nicola, omologato per una quarantina di animali attualmente ha una capienza quasi triplicata perché il Lovely, sulla via per Torre Chianca, è da tempo sottoposto ad una misura di sequestro per problemi di agibilità e non può, da allora, ospitare ulteriori cani. Per risolvere la questione del sovraffollamento il Comune di Lecce aveva promosso e aggiudicato un bando in favore di un canile privato di Carovigno (Br), ma il Tar ha accolto il ricorso di un’associazione animalista specificando che il trasferimento, secondo la legge regionale, non può che avvenire all’interno della stessa provincia.

E’ stato dunque preparato un nuovo avviso pubblico che sarà pubblicato nei prossimi giorni. Sul tema del randagismo, l’assessore Guido è chiamato ad una delle sfide più difficili del suo mandato: ci sono infatti evidenti problemi strutturali, ma anche di organizzazione generale e di coordinamento con le strutture veterinarie che non sono disponibili 24 ore su 24. L’apertura di nuovi spazi come i dog park, per i cani di proprietà, non serve, d'altra parte, a risolvere il problema del randagismo rispetto al quale molto si può fare valorizzando le competenze delle associazioni che, spesso gratuitamente e sempre con passione, si preoccupano a fari spenti di dare una vita migliore agli amici a quattro zampe.

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