Domenica, 16 Maggio 2021
Politica

Inaugurazione del 63esimo anno accademico: al centro legalità e diritti

Ospite d'eccezione della cerimonia il presidente della Corte Costituzionale, Cassese. Zara ha ricordato i successi: +11 percento delle immatricolazioni e nuovi corsi di laurea

LECCE - È stato inaugurato questa mattina il 63esimo anno accademico dell’Università del Salento. La cerimonia si è tenuta presso il complesso di Ecotekne a Monteroni alla presenza degli accademici, delle istituzioni locali e di un ospite d’eccezione: Sabino Cassese, presidente emerito della Corte Costituzionale.

Il professor Cassese ha tenuto una relazione appassionante sulle origini della Costituzione italiana “nata dallo spirito della Resistenza”. “La Costituzione è un condensato di idee, esperienze ed idealità italiane e straniere ed ha il pregio della lungimiranza – ha chiosato il giudice – ma, nonostante tale ricchezza, rimane spesso inapplicata e tradita. Il nostro compito è quello di ridare la speranza di poter avvicinarsi alle stelle, così come fecero i padri costituenti nel ‘46”.

L’inaugurazione è stata centrata, dunque, sul tema particolarmente attuale della legalità. “Il tema dei diritti e dei doveri dei cittadini è un argomento di portata fondamentale che deve ispirare costantemente il nostro agire, dentro e fuori l’accademia”, ha infatti spiegato il rettore Vincenzo Zara.

Zara ha descritto l’Università del Salento come una comunità in costante crescita: “Ci attendono sfide complesse, ma la più importante è quella legata ai rapporti tra le persone: meno diretti perché mediati dalla tecnologia. L’Università deve offrire risposte e deve interpretare con intelligenza la complessità travolgente della nostra epoca”.

Il rettore ha ricordato anche i successi raggiunti nei 4 anni del suo mandato e che coincidono con un incremento dell’11 percento delle immatricolazioni: “Dietro questa percentuale non c’è solo l’aumento degli iscritti ai nuovi corsi di laurea ma vi è una crescita complessiva degli studenti del nostro ateneo”.

Zara non ha glissato sulle criticità segnalate spesso anche dagli studenti, ribadendo il suo personale impegno a superare tutti i problemi: “Bisogna fare i conti con l’esiguità di risorse: la ristrutturazione dell’immenso patrimonio edilizio di cui disponiamo, pari a 150 mila metri quadri, richiede cifre notevoli che solo in parte sono riferibili al Piano per il Sud”.

Un monito ad intervenire in tale direzione è arrivato da Robert D’Alessandro, presidente del Consiglio degli Studenti, che ha segnalato l’esistenza di edifici poco sicuri o in stato di degrado: “Bisogna provvedere con interventi di manutenzione edilizia prima che un controsoffitto crolli in testa a qualcuno”.

Altra nota dolente è quella del reclutamento del personale docente e amministrativo. UniSalento conta più di 200 docenti abilitati non chiamati, ricercatori a tempo determinato di tipo A con futuro incerto: “Questo precariato enorme si traduce in mancanza di futuro per intere generazioni, generando un disagio sociale che non è più solo giovanile”, ha denunciato il rettore.

Particolarmente critica la posizione di Maria Eugenia Verdaguer, componente della Consulta del personale tecnico ed amministrativo, che ha stigmatizzato “la grande farsa dell’autonomia universitaria”, dovuta alla sperequazione nel finanziamento tra atenei del Sud e del Nord del Paese.

Fanno da contraltare i successi registrati dall’Università: il dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche e ambientali è stato infatti classificato come un’eccellenza, tra i primi 180 del sistema universitario nazionale. UniSalento è riuscita anche a finanziare 19 borse per i dottorati di ricerca, a lanciare i nuovi corsi di laurea (Viticoltura ed Enologia, Manager del turismo e Dams) e un progetto di Erasmus con le Università del Nord Africa e del bacino del Mediterraneo.

Il direttore generale, Emanuele Fidora, ormai giunto a fine mandato, ha colto l’occasione della cerimonia per elencare i numerosi progetti portati a conclusione, “nonostante l’esiguità di risorse umane a disposizione”, e per salutare e ringraziare i colleghi e la componente studentesca.

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