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Il Pd di Porto Cesareo spinge per Eugenio Sambati: “La sua una sfida pulita ed onesta”

Intervista al segretario dei democratici, Marco Viva. I democratici lasciano "Albachiara", il fronte dell'opposizione al sindaco Salvatore Albano, per preparare un programma autonomo: ambiente e legalità le priorità per rilancio della città in riva allo Ionio

Il circolo Pd di Porto Cesareo.

PORTO CESAREO – Acque agitate a Porto Cesareo, almeno dal punto di vista amministrativo. Il Partito democratico ha ufficializzato il suo passo indietro rispetto alla compagine “Albachiara” che dal 2011 si oppone al sindaco Salvatore Albano, per varare un programma di rilancio incentrato su ambiente e legalità. Il segretario dei democratici, Marco Viva, ha spiegato le ragioni che spingono il Pd a proporre e sostenere la candidatura di Eugenio Sambati (nella foto, sotto) e quelle per le quali, se si dimettesse la consigliera di opposizione, Anna Peluso, nessuno dei candidati della lista del Pd accetterà la surroga, ponendo così le condizioni per la fine della consiliatura già falcidiata da una serie di dimissioni a catena.

Avete annunciato la costruzione di una candidatura tutta interna al Pd. Per quale motivo?

Non esiste la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Esiste invece una serie di motivazioni che avrebbe dovuto imporre all’attuale amministrazione di cambiar registro: tra queste, noi del Partito democratico non possiamo non mettere la questione della rete fognaria, ormai da troppo tempo ferma in una situazione di stallo, ciò con grave danno non solo per cittadini residenti, ma anche per i turisti, per l’ecosistema marino, per i pescatori e per l’intera economia del paese. Ecco questa è una questione in cui politicamente l’amministrazione Albano non ha saputo dare risposte concrete. Lo ripeterò sino allo sfinimento: non può esistere nel 2014 un paese turistico senza rete fognaria.  

Nel manifesto diffuso la scorsa settimana invocate una svolta ambientalista e legalitaria. Ma anche il sindaco rivendica quelle priorità. Cosa vi separa sul punto?

Chi è al governo locale, si limita esclusivamente a lanciare solo proclami. Noi vogliamo portare avanti azioni concrete per attuare scelte e strategie che vanno verso la tutela ambientale, la valorizzazione dei nostri attrattori culturali, la salute del cittadino e la tutela dell’habitat marino, fonte primaria del tessuto economico di Porto Cesareo. Il rilancio e la valorizzazione  della riserva marina, che così come è governata fino ad oggi rischia di essere più un impedimento che un opportunità della green economy, del turismo e della pesca. L’amministrazione poteva e doveva  intervenire, ma dobbiamo registrare che si è limitata agli slogan e ai  proclami.

Avete deciso di sostenere Eugenio Sambati. Perché?

Eugenio Sambati si è sempre distinto per il suo impegno in favore del bene non solo dei cesarini ma di tutta la nostra Puglia, egli rappresenta e incarna, mi sia consentito, questo slancio d’affetto, l’uomo della trasparenza, del “ voler fare” e dell’ impegno civile. Egli, per far capire lo spessore umano della persona, ha lanciato a tutti noi, compreso al partito, una sfida pulita ed onesta fino a dichiarare di fare un passo indietro se la sua candidatura non dovesse trovare quell’ampio consenso che tutti noi auspichiamo. Al di là del valore dell’avvocato Sambati, il  Pd ha proposto un programma di pochi punti che intende portare al confronto con tutta la società civile, con le professioni e i portatori di interesse. Penso ai commercianti, ai ristoratori, ai pescatori, alle associazioni imprenditoriali e ambientali.

Foto_Eugenio_Sambati-2 Porto Cesareo, nei fatti, è un paradosso. Bellezze naturali da una parte, continue forzature urbanistiche quando non abusivismo dall’altra. Non serve una terapia d’urto?

Sì, siamo d’accordo, è uno dei principali obiettivi del Pd quello di tutelare l’immensa e non sempre valorizzata bellezza di Porto Cesareo devastata da un abusivismo sfrenato ed incontrollato a cui la pubblica amministrazione non è riuscita a porre un freno neanche attraverso la redazione degli strumenti urbanistici che si sono succeduti negli anni, per la verità sempre incerti, claudicanti spesso venati da interessi pelosi e privi di qualsivoglia logica di largo respiro e di crescita sostenibile. Ecco anche sul piano regolatore vogliamo intervenire avviando un confronto con tutti gli stakeholders presenti sul territorio al fine di migliorare, e non stracciare, l’attuale piano, su cui, tra l’altro, la Regione Puglia e l’assessore Barbanente tanto si sono spesi. Riguardo, poi, alla terapia d’urto auspicata credo che l’immediata approvazione di un serio Piano delle coste potrebbe fungere da volano per il recupero e la valorizzazione di tutte le nostre bellezze ambientali, tra cui spicca certamente l’Isola dei Conigli, oggi abbandonata a se stessa e che dovrebbe diventare, invece, il simbolo di Porto Cesareo.

L’estate incombe. Nella vostra ricetta amministrativa, come si coniugano l’esigenza del divertimento e le ragioni degli imprenditori balneari con il rispetto dell’ambiente?

Forse la proposta va maggiormente esplicitata. Infatti, non possiamo immaginare un paese come Porto Cesareo che in estate ospita oltre 100mila turisti provenienti da tutte le parti del mondo, che possa continuare ad accontentarsi esclusivamente della bellezza naturale. Da sola non sarà certo sufficiente ad attrarre un turismo di qualità. Le amministrazioni siano esse locali che regionali sono chiamati ad offrire strutture turistiche e culturali per garantire i necessari servizi, lo svago e il tipico piacere vacanziere. Ebbene in quest’ottica è necessario che le strutture turistico ricettive presenti sulla costa possano funzionare ed attrarre turisti, il tutto comunque nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in materia oggi vigenti. Ecco noi del Partito democratico di Porto Cesareo immaginiamo che i titolari degli stabilimenti balneari possano diventare delle vere e proprie “sentinelle dell’ambiente”.

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