La Provincia licenzia gli assistenti sociali. Ecco il “buco” della legge Delrio

Sospesi i servizi garantiti alle fasce più deboli, compresi i disabili, per effetto della legge 56/2014 che revoca tale competenza alle Provincie. Critico Scorrano, consigliere di Sel: “Gabellone dimentica che, in attesa della Regione, tali competenze rimangono in capo al suo ente”

LECCE - “Il presidente Antonio Gabellone si rimangia gli impegni assunti in Consiglio provinciale sui lavoratori delle partecipate”. L’accusa, diretta al numero uno di palazzo dei Celestini, arriva dal consigliere provinciale di Sel, Danilo Scorrano.

A farne le spese, dunque, saranno gli assistenti sociali in organico alla società Alba Service che svolgono fondamentali servizi a favore dei più deboli e fanno fronte al disagio sociale crescente prestando la loro opera nelle scuole, nei centri per i disabili, presso i piani di zona, in collaborazione con la prefettura, la Procura per i minori, la polizia giudiziaria minorile e via dicendo.

Con nota del dirigente del settore, Massimo Evangelista, datata 18 aprile ed indirizzata ad Alba Service, si comunica che questi fondamentali servizi saranno sospesi a partire dal 1° giugno. Il motivo? La legge Delrio (numero 56 dell’aprile 2014) stabilisce che le competenze in materia di servizi sociali non saranno più di pertinenza degli enti provinciali.

“Dimentica il presidente Gabellone che, in attesa della definizione delle competenze da parte della Regione Puglia con apposita legge, che non avverrà prima di tre o quattro mesi, nella migliore delle ipotesi, tutte le competenze rimarranno in capo alla provincia, compresi i servizi sociali”, sottolinea Scorrano.

“L' approvazione della delibera sul riequilibrio di bilancio nel consiglio dell'11 maggio scorso, che sbloccava il pagamento degli stipendi arretrati e prevedeva tagli in tutti i settori, che con coscienza abbiamo approvato pur evidenziandone le criticità era un passaggio che doveva accompagnare i lavoratori, tutti, ai tavoli di concertazione nazionale per la risoluzione definitiva del problema occupazionale”, aggiunge.

“Il presidente stesso, in quella sede, si impegnò a percorrere quella strada – prosegue Scorrano - e non si fece cenno a lavoratori che potevano essere estromessi dal posto di lavoro solo una settimana dopo”.

Il consigliere chiede, quindi, il ritiro immediato della nota con cui il dirigente provinciale rescinde il contratto con Alba Service per il settore dei servizi sociali, mandando per strada 30 lavoratori e tagliando, di fatto, alcuni servizi fondamentali: “Si deve garantire continuità dei servizi erogati fino ad oggi e tutela dei posti di lavoro fino a quando non ci sarà la legge che definisce le competenze e non si apriranno tavoli di concertazione nazionali sul futuro occupazionale di queste persone”.

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