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Mps, i lavoratori a rischio chiedono la mediazione dell'uomo forte del Pd

Una folta rappresentanza dei 182 dipendenti salentini del gruppo bancario, tra esternalizzazioni e pericolo licenziamenti, ha sollecitato Massimo D'Alema a seguire la vicenda che li tiene appesi ad un filo. Incontro anche con il senatore di Sel, Dario Stefano

Massimo D'Alema circondato dai dipendenti Mps.

LECCE – Ad attendere Massimo D’Alema all’Hotel Tiziano, nel tardo pomeriggio di oggi, non c’erano solo dirigenti e militanti del Pd schierati con il candidato segretario Gianni Cuperlo, ma anche un folto gruppo di lavoratori del Monte dei Paschi di Siena, banca da sempre considerata vicina ai democratici. Il gruppo si sa, non naviga in acque calme, è stato al centro della bufera finanziaria per uscire dalla quale ha giovato di uno sostanzioso contributo dello Stato. Ciò nonostante, 1085 dipendenti vivono da mesi nell’incertezza rispetto al proprio futuro, sospesi tra rischio licenziamenti e ipotese esternalizzazioni.

L'esponente di calibro del Partito democratico ha incontrato i lavoratori – che approfittano di ogni occasione pubblica per tenere alta l’attenzione su di una vicenda nella quale si sentono abbandonati - e con loro si è intrattenuto per alcuni minuti. D’Alema ha chiarito di poter esercitare solo una moral suasion sugli interlocutori della banca e ha indicato ai dipendenti quella che a lui sembra l’unica via percorribile: quella di impegnare le parti coinvolte – a partire dal governo – a garantire i livelli occupazionali nelle società che dovrebbero subentrare nella gestione dei servizi che Mps ha deciso di esternalizzare.

cartellomps-2Prima ancora i lavoratori hanno ribadito le proprie ragioni al senatore Dario Stefano (Sinistra ecologia e libertà) che qualche giorno addietro, in una seduta al Senato, ha sollecitato il governo a rispondere all’interrogazione da lui presentata il 15 luglio scorso proprio sulla vertenza Mps. L’obiettivo è quello di riaprire il confronto a livello nazionale per arrivare ad una soluzione definitiva: “Alla luce della recente disdetta del contratto collettivo nazionale e di lavoro e della situazione di difficoltà del settore  in cui versano anche altri istituti di credito - – è scritto in un comunicato letto dai lavoratori - l’auspicio è che la soluzione possa essere trovata nell'ambito della piattaforma per il rinnovo del contratto, nella parte relativa al mantenimento e al consolidamento dell'area contrattuale, nel rispetto dei principi di uguaglianza e solidarietà intergenerazionale”.

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