Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Un nuovo anno accademico all’insegna dell’ottimismo: “Aumentano le iscrizioni”

Cerimonia inaugurale presso Ecoteckne alla presenza del presidente Crui, Paleari e del ministro Giannini. Il rettore Zara: “Previste quasi 200 nuove iscrizioni, segno positivo per l’Università che intende risalire la china dopo il periodo buio dei tagli governativi alle risorse”

LECCE – L’Università del Salento inaugura il suo 60° anno accademico (2014/15) all’insegna dell’ottimismo: nonostante i costanti tagli alla ricerca ed alla didattica che hanno creato grossi grattacapi all’ateneo leccese, al pari di moltissime altre università collocate nel martoriato Sud, il rettore Vincenzo Zara ha previsto un incremento delle immatricolazioni nel prossimo futuro. Un centinaio, forse 200 nuovi iscritti: non si tratta di una cifra considerevole, ma di un segnale positivo per l’intera comunità accademica, ben intenzionata a risalire la china.

“Quest’anniversario segna un cambiamento di passo importante per l’intero ateneo, già all’opera per rifondare il patto con il territorio. UniSalento intende offrire e presentare al meglio le proprie competenze accademiche, sviluppando insieme al territorio un percorso di crescita valido per i prossimi 60 anni – ha spiegato Zara -. Ci auguriamo che le nuove riforme governative possano agevolare i nostri sforzi. Partiamo da una difficoltà economica dettata dalla nuova allocazione delle risorse che applica il costo standard, collegandosi direttamente ai servizi che l’università offre al territorio. Per garantirci più risorse statali è necessario migliorare l’attrattività dell’ateneo agli occhi degli studenti, ed è proprio in questa direzione che stiamo operando”.

Un’università medio piccola, tuttavia, non può permettersi di fare il passo più lungo della gamba ed è per questo che Zara, pur avendo escluso l’inaugurazione di una facoltà di medicina nel breve periodo, sta ragionando sull’auspicata facoltà di agraria e sulla creazione di un polo sanitario e farmaceutico. 

Il presidente della conferenza dei rettori italiani Crui, Stefano Paleari, ha colto l’occasione delle celebrazioni del 60° anniversario per lanciare un appello all’unità di intenti nel sistema universitario nazionale, che giunge “dopo molti anni nei quali le divisioni hanno fatto pagare un prezzo troppo alto a ciascun ateneo”. “Al nuovo ministro Giannini, alla luce della preannunciata riforma, ribadiamo la richiesta di una suddivisione delle risorse che tenga conto delle differenze tra ciascuna università, ma ricondotta all’interno di un range che fissi il tetto minimo ed il tetto massimo tale da assicurare la sostenibilità dell’intero sistema – ha aggiunto il presidente -. Già quest’anno le università potranno contare di una soglia minima del 30 percento che diventa 50 percento se aggregato: si tratta di un ottimo risultato che permetterà alle comunità accademiche di gestire i propri bilanci con maggiore serenità”.

Nel corso della cerimonia d’inaugurazione sono stati numerosi gli interventi degli ospiti. Al discorso di Zara ha fatto seguito l’intervento di Giacinto Urso, difensore civico della provincia di Lecce e quello del vice presidente della Consulta del personale tecnico amministrativo, Manfredi De Pascalis, che ha parlato di una “inversione di rotta per rilanciare il patto con il territorio, basata su maggiori investimenti pubblici, svincolati dalla mera logica del profitto e destinati al miglioramento della qualità didattica”.

Dello stesso tenore è stato l’intervento del presidente del Consiglio degli studenti, Maria Pia De Medici: “L’università, nata come strumento di emancipazione funzionale alla crescita del territorio, sta subendo un forte attacco alle sue fondamento a causa delle politiche di austerity, dei tagli tesi a creare due categorie di atenei, di serie “A” e serie “B”, da cui traspare una concezione elitaria dell’istruzione – ha spiegato- . L’unico modo per far sentire lo studente al centro della realtà che lo circonda è quello di creare un’alleanza solida con il territorio ed il mondo del lavoro”.

Gli interventi successivi sono stati affidati al sindaco della città di Lecce, Paolo Perrone ed al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Nel pomeriggio, invece, sono proseguiti i lavori di coordinamento del patto “Università- territorio” alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui l’europarlamentare Raffaele Fitto ed il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, ed esponenti della società civile e del tessuto imprenditoriale.

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