“Più che un questionario, serve una vera strategia”. Dibattito sul futuro delle marine

L'amministrazione comunale ha deciso di sottoporre un questionario ai bagnanti, ma Lecce Bene Comune commenta con sarcasmo: "Basta leggere i giornali per sapere cosa fare. In 10 anni di governo dovrebbero sapere quali sono le aspettative"

Uno scorcio di Torre Chianca.

LECCE – Le esigenze di leccesi e turisti, quando vanno al mare, non sono poi così difficili da immaginare: un giusto equilibrio tra spiaggia libera e stabilimenti, possibilità di passeggiare senza interruzioni e godendo della vista, aumentare le zone pedonali in prossimità del centro abitato, interventi contro l’erosione costiera e poco altro. E’ questa la convinzione di Rita Miglietta, di Lecce Bene Comune, che commenta con un certo sarcasmo l’iniziativa dell’amministrazione comunale: nei primi giorni di agosto un questionario verrà sottoposto ai bagnanti di tutte le marine leccesi.

Dal punto di vista del Comune si tratta di un altro passo nel solco della partecipazione alle scelte urbanistiche, per l’esponente dell’associazione di una tergiversazione “nell’interminabile iter di redazione del Piano delle coste, la cui delibera di partenza è del gennaio del 2013. “Basta viverle le marine e leggere quotidianamente la stampa locale – afferma Rita Miglietta - per mettere bene a fuoco cosa fare, bisogna che sia l’amministrazione a partecipare, perché da troppo tempo la città resta in attesa. Non può essere la partecipazione una deroga perenne al governo del territorio”.

“In oltre 10 anni di governo, l’amministrazione non ha ancora chiare quali siano le aspettative della cittadinanza sulle marine e ciò che è ancor più grave non ha un’idea di progetto da condividere. Ancor più se aggiungiamo che questo questionario si somma al concorso on line ‘tra Lecce e il mare c’è di mezzo il fare’ del programma di partecipazione per la rigenerazione delle marine, alle innumerevoli riunioni di comitati e ad altri questionari già promossi.

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Eppure una strategia precisa dovrebbe essere già all’ordine del giorno, sostiene Lbc, sia per rispondere alle annose questioni di degrado, incuria e approssimazione che vengono segnalate puntualmente ogni anno, sia per capire se i finanziamenti in arrivo dalla Regione – ieri sono stati firmati i disciplinari relativi a interventi per 3 milioni di euro sui 6 previsti – avranno un impiego coerente con gli usi e le concessioni demaniali: “La riqualificazione – conclude Miglietta – non può limitarsi al look”.

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