Corri a Lecce, l'addio amaro: "Noi, schiacciati dai costi e dalla burocrazia"

Lo sfogo di Simone Lucia: "Organizzo da anni senza supporto concreto". Ma si è creato un indotto. Sul caso Congedo e Foresio

LECCE - “Sono fiero di quanto siamo riusciti a realizzare in questi nove anni di passione e corse nella città di Lecce. Sono fiero di essere riuscito a creare, insieme alla mia associazione, un vero movimento di sportivi e di amanti dello sport, ma questa nona edizione segna l’ultimo evento organizzato dalla mia associazione in città”.

Queste parole, pronunciate al termine della nona edizione di Corri a Lecce, uno degli eventi che negli anni si sono conquistati l’ammirazione di tanti appassionati di atletica di tutta Italia, ma anche di semplici curiosi e amanti dello sport, hanno raggelato il sangue a molti. A pronunciarle è stato l’uomo simbolo di un movimento cresciuto sempre più nel tempo, Simone Lucia, presidente dell’Asd Gpd. Uno scoramento, il suo dovuto a difficoltà organizzative, avvertendo sulla sua pelle, soprattutto, anche una certa distanza istituzionale, il peso di spese che ricadono sulle sue spalle, il sentirsi ingabbiato in una ragnatela burocratica.

Può finire così, un’epoca? Eventi come Corri a Lecce o la Maratona del Barocco, attorno ai quali ruotano altre manifestazioni collaterali, si sono rivelate nel tempo anche un’attrattiva turistica in quell’ottica di destagionalizzazione di cui si parla sempre più spesso. Lecce e il Salento da vivere anche al di fuori dell’estate. E una competizione sportiva che porta 147 società di atletica provenienti da tredici regioni diverse, come avvenuto in quest’ultima edizione, non ha bisogno di ulteriori commenti.   

"Nessun regolamento comunale: tutto sulle mie spalle"

vincitori-4Simone Lucia, oggi, appare scoraggiato, anche se si sente un vincitore: “Ho ricevuto la vicinanza di amici di tutta Italia, ho portato il nome della mia città ovunque”, ci dice per telefono. “Adesso mi prendo una pausa”. Ma cosa non funziona, a Lecce? “C’è un sistema burocratico portato alle stelle, e io sono un semplice appassionato e un volontario. Eventi come il nostro, di carattere nazionale, aiutano a destagionalizzare. Ma a Lecce non esiste un regolamento comunale a supporto”.

Insomma, si è partiti come un divertimento, poi la manifestazione è cresciuta ed è diventata adulta. E si è trasformata in qualcosa che appartiene a tutti. Ma che pure sostengono, concretamente, in pochi. La lamentela più grossa riguarda il fatto che tutto ricada sulle spalle dell’associazione. “Basti pensare che devo pagare l’occupazione del suolo pubblico per un arco gonfiabile sul quale c’è scritto ‘Corri a Lecce’. E’ chiaro – aggiunge - che in queste ore i politici prendano la questione come un proprio impegno. Ma la verità è questa: da anni organizzo eventi e porto numeri. In tutte le conferenze si sono presentati assessori e sindaci, di tutti i colori politici, e mi hanno messo la mano sulla spalla”. Ma poi… “A tutti piace salire sul carro dei vincitori”,  commenta caustico.

“E’ ormai una manifestazione di caratura nazionale, con tutte le sue caratteristiche e il tornaconto per tanti”, ribadisce Simone Lucia. “Ma è possibile che non si possa fare un regolamento ad hoc per svolgere modifiche in funzione di certi eventi? Vi giro la domanda che ho fatto a qualcuno: da quanto tempo non viene qui un giro d’Italia? Da quanto tempo è scappato il Rally del Salento da Lecce?”

Insomma dopo quasi un decennio a livello sempre più alto, tutto inizia ad avere un costo che un’associazione sportiva dilettantistica, che per definizione non fa alcun business (“e sono pronto a pubblicare tutti i bilanci”, tiene a sottolineare Lucia) non riesce più a sostenere. E così, ovviamente, per organizzare certe manifestazioni, occorre rivolgersi agli sponsor privati. Intanto, però, si è creato un vero proprio indotto. “Questi 400-500 atleti di fuori regione – dice Simone Lucia, riferendosi all’ultima edizione di Corri a Lecce - avranno portato un pernottamento a qualcuno, giusto? E le entrate della tassa di soggiorno qualcuno le avrà pur ricevute”.

Poi, però, nella fase organizzativa bisogna coinvolgere amici e volontari. Insomma, tutto ancora molto artigianale, per quanto il risultato finale sia molto professionale. “Non parlo di lavorare, perché sembrerebbe quasi chiedere una retribuzione”, spiega a scanso di equivoci l’organizzatore. “Ma vorrei un contributo fattivo, soprattutto in termini di snellimento burocratico”.

“Ad oggi tutti i costi sono a mio carico, le notifiche arrivano a me. Bisogna pagare Monteco, polizia locale, suolo pubblico, pubblicità. Un organizzatore deve occuparsi pesino delle transenne. E io le pago tutte, ci mancherebbe. La sicurezza del podista al primo posto”. Ma il concetto è chiaro, e si torna a monte. Non c’è un’entrata e nemmeno la cerca, Simone Lucia. Ci sono solo spese.

“E’ incredibile che dal punto di vista burocratico non esista una regia unica per gestire tutti gli eventi, dai concerti alle sfilate. Io so queste cose, perché ho avuto a che fare con gli uffici: non si sa mai bene con chi interfacciarsi. Non ho mai chiesto un rimborso per pubblicizzare la Maratona del Barocco fuori”, aggiunge. “Ma non pubblicizzo certo me stesso”. E ora? “Annullo tuti gli eventi, anche i più piccoli, oltre alla prossima Maratona. E andrò a Melendugno a organizzare la tappa del Salento Tour. Due anni fa ho realizzato un evento e l’anno scorso non ho potuto. A  Melendugno mi stanno aspettando a braccia aperte”.  

Congedo lancia la sua promessa

Congedo-5Sulla vicenda, oggi, è intervenuto con un comunicato stampa Erio Congedo. Il consigliere regionale, attualmente candidato alle primarie del centrodestra, lancia la sua ancora di salvataggio. E commenta: “Un’iniziativa di successo come quella di Corri a Lecce non può morire così, nel disinteresse generale. Raccolgo e rinforzo il grido di dolore lanciato ieri dagli organizzatori della manifestazione podistica”.

“Iniziative come questa attirano a Lecce tanta gente anche da fuori regione, persone e gruppi che in queste giornate alloggiano nella nostra città, assaporano la nostra cucina, godono del nostro Barocco e delle tante bellezze della nostra terra. Persone e gruppi che poi probabilmente ci ritorneranno in vacanza, magari portandoci anche altri amici o parenti, perché soprattutto in occasioni come questa, all’insegna della cultura e dei valori dello sport e della vita sana, si costruisce socialità e si creano rapporti umani solidi. Un sano nutrimento, insomma, per il corpo, per l’anima, per la mente e anche per l’economia della nostra città”, commenta Congedo.

Da candidato, quindi chiede la fiducia dei leccesi. “La mia amministrazione sarà sempre al fianco di chi vorrà organizzare queste e altre iniziative – promette -, sia sportive, sia culturali come di altra natura. Ritengo che manifestazioni di questo genere siano vitali per attuare quegli obiettivi di destagionalizzazione del turismo di cui tutti parlano, ma verso i quali evidentemente nessuno ha realmente intenzione di adoperarsi in maniera sistemica e incisiva”.

Foresio: "E' una realtà, da noi sostegno"

_LUC5997-3Anche Paolo Foresio, già assessore della Giunta Salvemini, scende in campo: "Mi dispiace molto leggere del rammarico degli organizzatori della Corri a Lecce e dell’intenzione di gettare la spugna per motivi legati alle complicate pratiche burocratiche", esordisce. "Finché siamo stati in carica, abbiamo sostenuto le manifestazioni organizzate dall’associazione Gpdm e da tante altre realtà sportive, e non solo, della città, perché siamo convinti del valore che rivestono questo tipo di iniziative  dal punto di vista sportivo, sociale e, in prospettiva, anche turistico".

"Prova ne sia - aggiunge - che nei diciotto mesi in cui abbiamo governato Lecce si sono svolte la seconda e la terza edizione della Maratona del Barocco, la Corri a Lecce, la Corri sotto le stelle e altre iniziative correlate. A tutti abbiamo assicurato, secondo le possibilità dell’ente, sostegno e collaborazione da parte degli uffici coinvolti. D’altra parte, non abbiamo mai fatto mistero di credere che gli eventi sportivi portino un bel ritorno di immagine alla città e ne abbiamo incentivati tanti sia pure in un lasso di tempo molto breve".

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"Spero che il presidente di Gpdm ci ripensi e ritengo sia molto importante che il Comune, come avvenuto nel corso dell’amministrazione Salvemini, possa favorirne lo svolgimento e l’ulteriore crescita. Il movimento del podismo a Lecce - conclude Foresio - è una realtà di grande valore che ha bisogno di manifestazioni ambiziose, come quelle organizzate dalla sua associazione".

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