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Pronti i bandi per la formazione professionale. Tornano di moda gli antichi mestieri

Presentanti i 7 avvisi della Provincia di Lecce aperti a enti di formazione accreditati e non, comprese le aziende. Investimento totale di 10 milioni di euro, si punta sugli antichi mestieri. "Con il terziario si risale la china"

LECCE- La Regione Puglia mette a disposizione 10 milioni di euro e la Provincia di Lecce raccoglie l’invito, destinandoli alla formazione professionale ed alle politiche attive per il lavoro. Pronti i primi 7 bandi, per un valore di un milione di euro ciascuno, destinati agli enti di formazione accreditati ed in via di accreditamento, presentati oggi in conferenza stampa. Nel giro di una settimana verranno pubblicati gli ultimi tre avvisi.

La novità per quest’anno è l’apertura a quegli istituti, quindi, che non hanno completato l’iter di accreditamento: una decisione, quella del governo barese di via Capruzzi, mal digerita dall’assessore provinciale al ramo Ernesto Toma che profila il rischio di eventuali contenzioni. In ogni caso, l’assist offerto alla formazione professionale, vero pilastro dell’inserimento efficace nel mondo del lavoro, coglie l’interesse di molti. Comprese quelle aziende che operano nei distretti produttivi della provincia.

Gli avvisi dell’asse adattabilità, in particolare, sono stati modellati sulle esigenze specifiche del territorio, precisa Toma, mettendo a disposizione alcuni tutor per la consulenza aziendale rivolta ai dipendenti, inseriti in una long list della Provincia. Alcuni bandi sono stati riformulati per superare alcune problematiche evidenziate dagli interessati, come nel caso della dispersione scolastica.

Ma l’elemento di eccellenza consiste nell’attenzione rivolta agli antichi mestieri cui son riservati ben 10 corsi. Puntare sull’artigianato locale non è un azzardo, ma una vera opportunità emersa dalle indagini dell’osservatorio provinciale del lavoro: in questi settori si aprono, infatti, inattese possibilità di ingresso nel mondo del lavoro, nonché spiragli per la ricollocazione di chi si è trovato tagliato fuori (cassintegrati, persone in mobilità, over 45).

L’impegno dell’ente di Palazzo dei Celestini negli investimenti per la formazione viene sottolineato anche dal presidente Antonio Gabellone che rivendica un efficace e veloce utilizzo delle risorse, sebbene la riduzione di questi trasferimenti“dipenda dalla partecipazione della Provincia di Lecce al Piano di coesione Sociale al quale Regione Puglia ci ha chiamato a prendere parte”.

“Resta comunque una proposta di formazione valida, che passa da percorsi strutturati di analisi del contesto, senza tralasciare le proposte dell’Amministrazione provinciale di rilancio incentrate su interventi che interessano più settori, dal turismo, agli antichi mestieri, sino all’innovation tecnology”, aggiunge il presidente.

L’assessore Toma e Gabellone tracciano un quadro della situazione economica non del tutto pessimistico:  “La formazione si è modificata nel tempo, sulla base delle nuove esigenze espresse dalle imprese e dal territorio. – spiegano - Il Salento sta mutando la propria geografia a causa della chiusura di grandi nuclei produttivi, come le aziende del comparto Tac, ma il crollo di una colonna portante ha scatenato una reazione. La provincia sta tentando di risalire la china, dopo la crisi, puntando sul terzo settore, sui servizi e sul turismo in particolare”.

Per questo risulta indispensabile creare e formare delle figure professionali “ad hoc” e le istituzioni si sono spinte oltre, puntando su settori non tradizionali come nel caso dei contratti di rete.

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