Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Terreni senza manutenzione, una mozione per affidarli alla cura dei privati

Sono 3.300 quelli di proprietà comunale. L'idea dei consiglieri Poli Bortone, Scorrano e Giordano Anguilla è di un comodato d'uso trentennale. "Ridare decoro contro incuria e sporcizia"

LECCE – Adriana Poli Bortone, Gianpaolo Scorrano e Roberto Giordano Anguilla, consiglieri comunali di opposizione a Palazzo Carafa, hanno presentato una mozione per impegnare il sindaco Carlo Salvemini a pubblicare entro due mesi un bando per l’assegnazione in comodato d’uso gratuito trentennale di quei terreni di proprietà comunale sui quali non sarebbe possibile al momento effettuare adeguata manutenzione.

Spunto di partenza per la richiesta è stato quanto emerso nel corso della riunione della Commissione del 6 settembre scorso e cioè che l’amministrazione comunale risulta proprietaria di 3.300 terreni per la cura dei quali mancherebbero adeguate risorse economiche. “I cittadini – scrivono i consiglieri nella mozione - lamentano la mancanza di interventi di derattizzazione e di deblattizazione, oltre la presenza indecorosa di erbacce in terreni limitrofi alle loro abitazioni, non sempre di proprietà privata”. E ritengono che “sarebbe utile per l’amministrazione comunale dare una risposta immediata alle richieste di igiene e decoro dei cittadini, partendo almeno da interventi su terreni di proprietà comunale”.

Il numero di oltre 3mila terreni risulta dall’elenco pubblicato sul sito del Comune, sotto la voce “amministrazione trasparente” e, secondo Poli Bortone, Scorrano e Giordano Anguilla, potrebbero esser ceduti in comodato d’uso gratuito trentennale a quanti assicurassero di averne cura. Sarebbe, sottolineano, un’operazione a costo zero per le casse comunali, da cui la città trarrebbe solo benefici in termini di decoro e di igiene.

Ma chi potrebbe essere coinvolto? Sostanzialmente, chiunque nutrisse un interesse: privati cittadini, cooperative, associazioni e via dicendo. L’idea dei consiglieri è che gli assegnatari sottoscrivano un documento d’impegno, col quale concordano con l’amministrazione la finalità dell’utilizzo del terreno, che potrebbe diventare un’aiuola, un giardino, parco per bambini un orto.

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