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Sanitaservice verso la svolta. Gli addetti al servizio informatico scrivono a Vendola

Convocato tavolo tecnico in Regione per sciogliere i due nodi della società in house salentina: il passaggio al full time di 500 ausiliari ed il mantenimento del servizio informatico e del Ced che rischiano di ritornare in mano ai privati. Vendola sollecitato dai lavoratori

LECCE - Non si arresta la protesta dei lavoratori di Sanitaservice che, da oltre un mese, hanno allestito un presidio permanente nella palazzina di via Miglietta dove ha sede la direzione generale della Asl di Lecce. Qualcosa, però, potrebbe sbloccarsi già domani: alle 14.00, infatti, i rappresentanti sindacali si recheranno a Bari, presso l’assessorato regionale alla Sanità, per prendere parte ad un Tavolo organizzato al fine di discutere di tutte le problematiche connesse all’ internalizzazione dei servizi. Oltre ai sindacati, saranno presenti i direttori generali di tutte le Asl pugliesi e gli amministratori unici di tutte le Sanitaservice.

Questa riunione, per la società in house salentina, ha un’importanza capitale: a Lecce, infatti, diversamente da quanto accaduto nelle aziende gemelle dell’intera regione, circa 500 ausiliari attendono il passaggio al full-time. E, non meno importante, Usb che è il sindacato capofila della protesta, sta battendo i pugni sul tavolo per ottenere anche il mantenimento, sotto la guida di Sanitaservice, del servizio informatico internalizzato nel marzo del 2012. Le linee guida approvate dalla giunta regionale , infatti, non prevedono questo servizio fra i tanti da affidare alle società in house ed il rischio che Cup ed il supporto tecnico ritornino nelle mani dei privati, a partire dal 2015, diventa sempre più concreto

L’unione sindacale di base valuta questa prospettiva come “un ritorno al passato della giunta regionale, frutto di una precisa scelta politica che non sta considerando i vantaggi, in termini di qualità del servizio e di economicità, portati dal percorso di internalizzazione avviato nel 2010”.

Sul piede di guerra, quindi, non ci sono solo gli ausiliari ma anche i lavoratori del servizio informatico che rischiano di dover compiere “un nuovo salto nel buio”. Per questa ragione gli interessati hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Nichi Vendola.

La lettera ripercorre le principali tappe che, a partire dalla delibera regionale numero 2477 del 2009, hanno portato alla costituzione delle cosiddette società “in house providing”,  totalmente partecipate dalle Asl pugliesi. L’operazione ha garantito un risparmio annuo (per la sola azienda sanitaria locale leccese) di 1 milione e 700 mila euro e stabilizzato i rapporti contrattuali degli impiegati, “risolvendo la precedente precarietà e provvisorietà che caratterizzava i rapporti con le aziende private e migliorando sensibilmente i livelli di qualità, efficienza ed efficacia dei servizi svolti”.

“A due anni di distanza però – scrivono i dipendenti - le ultime linee guida, adottate nel dicembre 2013, hanno escluso alcuni servizi già internalizzati, obbligando il  direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, alla tempestiva messa a gara anche del Centro elaborazione dati e del supporto tecnico informatico”.

Da più di un anno, quindi, i lavoratori portano avanti una battaglia contro un “nuovo ed inspiegabile orientamento politico”. “Alle promesse del precedente assessore alla Salute di modifica delle linee guida volte a riconfermare l'internalizzazione dei servizi suddetti, non ha fatto seguito alcun atto formale – si legge ancora nella missiva - ; ciò ha lasciato i lavoratori nell'incertezza più assoluta”.

I dipendenti tornano a chiedere, quindi,  di chiarire quali siano le determinazioni in merito alla permanenza (o meno) nel processo di internalizzazione dei servizi: “Riteniamo che la risposta a questo quesito non possa che essere positiva, convinti come siamo che la nostra attività non possa non considerarsi servizio strumentale all’esercizio delle funzioni istituzionali a cui l'ente pubblico è chiamato per sua missione”.

I dipendenti del servizio informatico chiedono, infine, di voler considerare la necessità, nel pianificare i futuri servizi da affidare a Sanitaservice, “di contemperare le obbligate esigenze di efficacia, efficienza ed economicità nella gestione della sanità pubblica con le giuste aspirazioni di stabilità e continuità contrattuale dei lavoratori”.

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