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Frigole, un mare di problemi. "Non solo alghe: il degrado è generale"

Pensiline rotte, raccolta dei rifiuti a singhiozzo, parco per i bimbi danneggiato, segnaletica carente. L'accusa è di Dantes, dei Giovani democratici. "L'amministrazione senza progettualità". E sul ripascimento attacchi di Rotundo

Alghe nel bacino di Frigole.

 

FIGOLE (Lecce) – Non sono soltanto le alghe a destare attenzione, a Frigole, marina di Lecce. E’ la situazione generale del borgo che non soddisferebbe più di qualche cittadino, e la denuncia arriva dai Giovani democratici, che accusano l’amministrazione comunale di lassismo. Nei giorni scorsi, s’è tornato a parlare della località adriatica a pochi chilometri dal capoluogo a causa della burrasca, che per l’ennesima volta ha provocato l’ostruzione del bacino.

Il sindaco Paolo Perrone e l’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti, si sono recati sul posto il 12 gennaio scorso, per ascoltare le proposte dei pescatori, accogliendo una soluzione che, si spera, possa essere definitiva e che prevede, in futuro, la costruzione di una struttura sul braccio a mare e sulle banchine che regoli le mareggiate.

Ma per i giovani del Pd, la questione è ben più ampia.“Se le alghe trasportate dalla mareggiata hanno reso gravemente difficoltoso l’utilizzo del porticciolo di Frigole, nella stessa marina si possono osservare tanti altri angoli di degrado, i quali offuscano l’idea di città a forte vocazione turistica che Lecce dovrebbe avere”, sostiene Diego Dantes.

“La disattenzione dell’attuale governo cittadino su questa marina è evidente – continua -: l’unica pensilina per i mezzi pubblici presente nel borgo è evanescente; la recinzione del  parco dedicato ai bambini è pericolosamente danneggiata; molte strade sono prive di marciapiedi ed invase da sterpaglie che costringono i pedoni a camminare rischiosamente quasi a centro strada; la segnaletica stradale è danneggiata o quantomeno mal posta, fine limite di 50 chilometri orari nel centro abitato; infine, la raccolta rifiuti procede a rilento ed in molti punti del borgo marino si possono osservare mini-discariche a cielo aperto”.

L’amministrazione, in questi anni, avrebbe dovuto riqualificare l’intera area”, conclude Dantes. “Ci si sarebbe aspettati una progettualità all’altezza della forte vocazione turistica del nostro territorio, anziché soluzioni estemporanee ai problemi che, di volta in volta, si sono presentati”.

Il capogruppo del Pd a Palazzo Carafa, Antonio Rotundo, punta invece il dito sulla questione dell'erosione costiera. "Oltre cinque milioni di fondi europei sono stati sperperati senza risultati apprezzabili - dice - e le marine leccesi sono al punto di partenza, colpite dalla mareggiata di questi giorni che ha portato alla disperazione i titolari dei lidi. La verità - agggiunge - è che nei fatti quel progetto è rimasto una grande incompiuta e quei pennelli in mare sono lì a ricordarcelo, perché il cosiddetto ripascimento delle spiagge è rimasto sulla carta tranne che per qualche intervento spot, utile solo per fare propaganda agli amministratori che per proteggere il litorale dall’erosione".

Rotundo rivolge quindi una richiesta al sindaco e alla giunta: "Venire in Consiglio comunale per riferire e dare conto di come sono stati spesi i soldi dei cittadini. Perché ci sarà qualche responsabile se sono stati dissipati ben 5 milioni di euro senza alcun risultato per la collettività, oppure anche in questo caso dobbiamo registrare la fuga dalle proprie responsabilità di una classe dirigente che, come Pilato, si lava le mani come ha fatto per via Brenta, per i boc, il filobus,  pronta a scaricare anche in questo caso su altri le proprie responsabilità politiche. Per questa ragioni - conclude - sarebbe opportuno e necessario che il Consiglio comunale deliberasse di nominare una commissione di indagine per fare chiarezza su questo gigantesco sperpero di denaro pubblico".

 

 

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