Messuti divorzia da Direzione Italia: "Il tempo dirà chi ha ragione"

L'ex vicesindaco entra nel Gruppo Misto ponendo una questione dell'agibilità politica, di vicinanza agli elettori, ma l'ex primo cittadino taglia corto: "Siamo alla vigilia delle elezioni politiche"

Messuti tra Pasqualini e Perrone.

LECCE – Il consigliere Gaetano Messuti entra a far parte del Gruppo Misto (dove trova Mauro Giliberti). L’ex vice sindaco ha comunicato la sua decisione in apertura del consiglio comunale odierno: il divorzio da Direzione Italia è dunque arrivato come  alla fine di un percorso di allontanamento da Paolo Perrone iniziato già con il diniego alla candidatura di Messuti come aspirante sindaco del centrodestra e acceleratosi in maniera irreversibile dopo la vittoria di Carlo Salvemini.

“Ho contestato un modo di fare politica – ha dichiarato l’ex assessore ai Lavori Pubblici -, mi sono assunto anche le mie responsabilità. Penso che dopo la disfatta elettorale avremmo dovuto vederci qualche minuto in più per riflettere sulle ragioni non del perché si è perso ma del perché non si è vinto. Mi auguro che venga fatto al più presto perché il mio bagaglio politico e culturale resta nel centrodestra fermo restando che rispetto ai singoli provvedimenti ci sarà un atteggiamento ragionato, nell’interesse della città”.

A fine consiglio Perrone, sollecitato a commentare la scelta di Messuti, ha detto: “Non mi sento responsabile. Il capogruppo si sceglie secondo le regole democratiche: i consiglieri hanno deciso che gli incarichi sarebbero stati assegnati in base alle preferenze. Per esempio Andrea Guido avrebbe voluto fare il presidente di commissione, ma ha ceduto il passo a Luca Pasqualini che ha avuto più voti di lui e che aveva la stessa aspirazione”.

Tra elezioni amministrative e politiche

Stando alle parole di Messuti, però, non è una questione su chi è il primo della classe: “Differenziamo il lato personale da quello politico, il primo ci unisce dai banchi di scuola, il secondo ci differenzia: il tempo ci dirà chi aveva ragione, ma ce ne faremo poco se non sapremo ripartire. Stare nel gruppo misto non è un parcheggio, può essere un modo per iniziare a fare aggregazione in un centrodestra che oggi ha bisogno di nuovi ambiti e motivazioni”.

L’ex sindaco è invece più concreto e, tutto sommato, non sembra farne un dramma spostando l’attenzione sull’orizzonte delle prossime elezioni politiche: “Siamo alla vigilia di una campagna elettorale, è chiaro che c’è una attenzione a riposizionamenti più comodi. Io sono convinto che la nostra esperienza può essere di pungolo per questa amministrazione, per evidenziarne l’inadeguatezza e su questa linea ci ritroveremo al di là delle sigle”.

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Si ripete il caso Delli Noci?

Dopo la rottura con Delli Noci, dunque, quella con Messuti:  temporanea o definitiva che sia, conferma una fase di transizione problematica da gestire per il gruppo dei “fittiani” . Ma quando gli viene chiesto se ci sono analogie con la storia recente dell’attuale vice sindaco, l’ex primo cittadino chiosa: “Penso quello sia un fenomeno non replicabile. Oggi qui c’è un problema non di leadership ma di agibilità politica di tutta la comunità di centrodestra”. Ancora più sintetico, sul punto, si dimostra Perrone: “E’ evidente che il centrodestra è una compagine variegata come dimostra oggi il voto di Luciano Battista in distonia con il resto dello schieramento”. 

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