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No alle Dimissioni in bianco. Sì alla legge Bellanova

Dal deputato salentino dell'Ulivo una proposta, passata alla Camera, contro la pratica del foglio dimissionario consegnato da alcuni datori di lavoro ai neo-assunti. Ora è al vaglio del Senato

La Camera dei deputati ha discusso ed approvato il testo della proposta di legge presentato su iniziativa dell'onorevole salentina Teresa Bellanova e di altri deputati e senatori del centrosinistra. "Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie del prestatore d'opera" è il titolo della proposta del deputato dell'Ulivo. Ora il testo passerà al vaglio del Senato.

La proposta di legge è stata partorita per contrastare un problema che, fa notare il deputato, appare scarsamente conosciuto, ma che pure è largamente presente nel mondo del lavoro. Un fenomeno discriminatorio, soprattutto nei riguardi delle donne: esiste infatti una pratica, scorretta, di richiedere da parte dei datori di lavoro, insieme alla sottoscrizione del contratto di assunzione, anche la firma del foglio, ancora in bianco, delle dimissioni. Si tratta di uno strumento che, nelle mani di alcuni datori di lavoro, si può trasformare in una forma di ricatto che lede il diritto alla maternità delle lavoratrici e in generale di tutti i lavoratori colpiti da malattia o infortunio.

La proposta di legge colma un vuoto normativo in materia di tutele di tutti quei lavoratori vittime di mobbing e che, spiega ancora Teresa Bellanova, appare al passo con le riforme in corso del Governo: si propone infatti di comprendere nella normativa tutte le forme contrattuali: sia quelle da lavoratore subordinato, che quelle da parasubordinato. Da parte delle deputazioni di Forza Italia ed Alleanza nazionale è partita una proposta di emendamento riguardante la parte del testo che tutela i lavoratori precari. In sede di discussione, però, il parlamentare dell'Ulivo è intervenuta in difesa proprio di quest'ultimo aspetto, ritenendo che tutti i lavoratori debbano avere gli stessi diritti.

"Quella delle dimissioni in bianco - ha dichiarato Bellanova - è una vera e propria discriminazione sotterranea cui vanno purtroppo incontro soprattutto le donne lavoratrici, in quanto si verifica con particolare frequenza in quei settori a più alta incidenza di manodopera femminile. La lettera di dimissioni in bianco è una pratica ricattatoria: il datore di lavoro chiede la firma di un foglio di licenziamento in bianco all'atto stesso dell'assunzione, generalmente utilizzata per liberarsi delle lavoratrici in maternità. Insieme ad altri deputati e senatori, abbiamo presentato una proposta di legge pensata per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, con cui si introduce l'obbligo di presentare le dimissioni volontarie dal lavoro utilizzando esclusivamente i moduli distribuiti presso gli uffici del lavoro, le amministrazioni comunali e il sito internet del Ministero del Lavoro".

"Contrassegnati da codici alfanumerici identificativi e dalla data di emissione, i moduli avranno una validità limitata di 15 giorni, di modo da limitarne il ricorso ai soli casi di effettive dimissioni volontarie. Impedire il ricatto delle dimissioni in bianco - conclude - significa tutelare soprattutto le donne che continuano ad essere dei soggetti deboli nel mercato del lavoro".

In allegato, la proposta di legge.

La proposta di Legge contro le dimissioni in bianco

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