Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

"Nucleare, in Regione una legge contro le ambiguità"

Il Pd presenta una proposta di legge volta a contrastare l'insediamento di centrali nucleari in Puglia e attacca Fitto ed il centrodestra perché si sarebbero sconfessati più volte sull'argomento

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"La Puglia denuclearizzata". La chiamano così, la proposta, gli esponenti del Partito democratico, che sul caso tornano alla carica con più asprezza e decisione del solito contro il centrodestra, il ministro Raffaele Fitto su tutti, denunciando un balletto poco chiaro attorno alla questione e presentandosi con un documento ben saldo fra le mani: una proposta di legge regionale definita "vincolante", per fare chiarezza una volta per tutte sull'argomento, e impedire la creazione di centrali sul territorio. O, almeno, così assicurano in casa Pd. Nella campagna elettorale dei veleni non poteva mancare, in queste battute finali, un richiamo ad una delle questioni più spinose, dove Fitto ed altri esponenti del centrodestra sono indicati quali responsabili di una ferma volontà, quella, appunto, di costruire una centrale in Puglia, salvo poi fare marcia indietro e cercare di districarsi tra le scorie nucleari con una gimkana di dichiarazioni in queste ultime settimane, secondo il Pd, nate ad arte per il timore di perdere terreno sul fronte del consenso popolare.

E Antonio Maniglio, presidente del gruppo consigliare alla Regione, Loredana Capone, candidata alla presidenza della Provincia, Giuseppe Taurino, consigliere regionale, Stefano Minerva, segretario provinciale dei Giovani democratici e Vincenzo Cappellini, anch'egli consigliere regionale e proveniente da Brindisi, a tale proposito esibiscono ritagli di giornale più o meno recenti, estratti in particolare da "Libero" (24settembre del 2008) e "Corriere del Mezzogiorno" (30 maggio 2009), in cui il ministro Fitto ed il candidato alla Provincia a Brindisi per il Pdl, Michele Saccomanno, rilasciano dichiarazioni su nucleare e rigassificatore. Ecco, allora, che il Pd mette in moto, giusto al rush finale, con una mossa strategica bene precisa (il ballottaggio è ormai alle porte), il documento del testo di legge. Anche se Maniglio tiene a sottolineare che "nel mese di settembre, quindi in tempi non sospetti, avevamo presentato un ordine del giorno il quale, alla luce delle scelte che il governo Berlusconi stava approvando, in particolare in merito alla riapertura della stagione nucleare, sosteneva come la Puglia dovesse dire 'no' all'ipotesi di localizzazione di un impianto. Il voto è arrivato alla fine di maggio, unanime, anche se il Pdl (all'opposizione, in Regione, Ndr) ha preferito abbandonare i lavori, non assumendosi la responsabilità di esprimere un voto".

"Questo - secondo Maniglio - è indicativo delle posizioni che in questi mesi sono state evidenziate sugli organi di stampa e anche nelle sedi istituzionali". Ed ecco che esibisce le copie di alcuni articoli estratti dai giornali nazionali. "Citiamo una fonte insospettabile come Libero - spiega - dove il ministro Fitto, nel settembre del 2008, ha affermato che la nostra regione è pronta per il nucleare. Abbiamo avuto da ridire innanzitutto sul fatto che il ministro Fitto potesse parlare a nome della Regione, perché lui è l'ex presidente e chi lo ha sconfitto alle elezioni si chiama Nichi Vendola. In secondo luogo, perché non siamo assolutamente d'accordo in merito a quest'ipotesi, accolta anche dal candidato alla Provincia di Brindisi Michele Saccomanno. In un'intervista al Corriere del Mezzogiorno - sostiene Maniglio - anch'egli si avventura nel dire un 'sì' al nucleare, pensando ad un sito su Ostuni". Ecco, dunque, la proposta di legge, che "serve a vincolare l'orientamento dei pugliesi su una materia così importante", spiega il presidente del gruppo consigliare. E questo perché "se l'ordine del giorno è importante, la legge è un obbligo, una sicurezza: garantiamo così ai cittadini una Puglia denuclearizzata. Una legge spazza via le ambiguità, perché non si può argomentare. O è sì o è un no, e noi, ovviamente, faremo in modo in aula che abbia la maggioranza dei partecipanti al voto".

Maniglio spiega poi le motivazioni che stanno conducendo il centrosinistra regionale a questa decisione. "Il nucleare di cui si parla - sottolinea - è di terza generazione, insicuro, tale da mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Basti pensare che in Italia, negli anni '80, c'è stata la prima stagione nucleare, ma le scorie prodotte all'epoca ancora non sono state smaltite. Inoltre, noi produciamo già energia in sovrabbondanza, ne esportiamo l'88,8 per cento, mantenendo una parte del sistema produttivo del Centro-Nord, pagando anche un prezzo in termini ambientali. Ci sono aree di Brindisi, Manfredonia, Taranto, ad altissimo rischio, con patologie tumorali ai massimi livelli. E noi abbiamo sposato in pieno le scelte di Kyoto e dell'Unione europea, con 20 per cento di riduzione dell'energia prodotta con fonti fossili, 20 per cento di produzione in più con l'energia derivante da fonti alternative e rinnovabili, 20 per cento di risparmio energetico. Ultima motivazione: noi abbiamo un modello di sviluppo assolutamente diverso, basato sull'innovazione e la ricerca, sulla peculiarità dei nostri beni culturali e artistici. Questa proposta è, oltretutto, conforme alle linee già mostrate in passato dalla Regione, anche quando era presidente Fitto. Nel 2003 l'attuale ministro si espresse contro la decisione del governo di stabilire un impianto per lo smaltimento di scorie nucleari a Scanzano Jonico. Ora, Fitto può anche cambiare idea, noi no, e questa legge è la cartina al tornasole rispetto agli interessi dei cittadini".

"Nel momento in cui ci sarà una legge regionale - incalza poi Loredana Capone -, non si potrà insediare una centrale, perché si andrà davanti alla Corte costituzionale. E il governo dovrà necessariamente fare i conti di fronte ad una legge che dice, chiaramente, come non vogliamo una centrale nucleare, da Foggia fino a Santa Maria di Leuca. Anche se il Pdl si è rifiutato di approvare l'ordine del giorno - ribadisce anche lei, come Maniglio - che prevedeva la denuclearizzazione sia in Regione, sia al Comune di Lecce. Sì - spiega - perché anche al Comune è stato presentato un ordine del giorno, rispetto al quale è stato richiesto un rinvio: il Pdl non ha voluto sottoscriverlo. C'è un dato fondamentale, rispetto a questo problema, ovvero la considerazione che abbiamo dell'ambiente. Siamo stati chiarissimi: vogliamo un ambiente pulito - dice Loredana Capoone -, con la collaborazione delle istituzioni, l'impegno sulla raccolta differenziata, l'attribuzione di fondi alle Ato perché vi provvedano, l'impegno perché esistano gli impianti di compostaggio, anche nel rispetto dei nostri paesaggi, così caratteristici, composti da muretti a secco e ulivi".

"E' un impegno - prosegue - che deriva anche dal piano territoriale di coordinamento provinciale, e dunque è a tutto tondo, nato per garantire la salvaguardia delle nostre risorse, per valorizzare occupazione e turismo. Tutte linee che vanno contro una centrale nucleare. Il candidato del Pdl, a tale proposito, ha depositato di recente presso Confindustria i suoi appunti, con i quali diceva di volere un impianto ad energia nucleare nel Salento. Probabilmente, poi pentitosi per le reazioni che si sono scatenate - aggiunge Loredana Capone -, ha successivamente spiegato di non volerlo. E intanto il candidato provinciale a Brindisi del Pdl dice sì alla centrale nel suo territorio. E' una situazione che abbiamo già vissuto. I cittadini, nel referendum, si schierarono contro la centrale di Cerano a fonti fossili, eppure un decreto del presidente del Consiglio dei ministri la impose".

GABELLONE REPLICA: "TORNA A SUONARE UN DISCO ROTTO"

E pronta è arrivata la replica del candidato alla presidenza della Provincia, Antonio Gabellone, alle parole del Pd, in particolare a quelle dell'avversaria Loredana Capone. "Con eccessivo ottimismo pensavamo che almeno a due giorni dalla fine di questa campagna elettorale il centrosinistra avesse trovato il modo e il tempo di tirare fuori un'idea per la Provincia di Lecce; invece niente, ancora una volta solo bugie elettorali, discorsi che saranno dimenticati già lunedì pomeriggio all'apertura della prima scheda".

"Loredana Capone insiste; lei - dice Gabellone -, con il suo partito alla Regione, adesso è pure sostenitrice di una non meglio specificata legge per la "denuclearizzazione" della Puglia: la legge più inutile che si sia potuta mai proporre, non essendo prevista nella nostra Regione o nel nostro Salento nessuna centrale nucleare. Ancora una volta demagogia, fumo negli occhi buono a mettere paura all'elettorato che dovrebbe credere alla favola del centrodestra brutto e cattivo. Loredana Capone ha già dimenticato le parole dette dal presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi a Bari, dove il Premier ha chiuso ogni possibilità che il nucleare arrivi in Puglia o nel Salento, come vado sostenendo da sei settimane in cui il centrosinistra ha continuato a gettare ombre e menzogne, alimentando un sadico gusto di mettere paura nella gente, di terrorizzarla con un'ipotesi assurda, inapplicabile, inesistente. Pur di raccattare tristemente qualche voto in più".


"Da Berlusconi è arrivata la certezza che il nucleare non si farà - prosegue Gabellone -, che nessun sito nel Salento, in Puglia, addirittura in tutto il Sud sarà destinato ad un impianto nucleare. L'Italia guarda piuttosto a collaborazioni con l'estero, alla gestione di impianti nei paesi dell'Est e nei Balcani. Niente assurde centrali con vista sul nostro mare, insomma, ma puà continuare a crederci solo la Capone. Almeno sino a lunedì, quando tutte queste favole - conclude - potranno tornare nei cassetti, perché non ci sarà più qualcuno da prendere in giro per recuperare qualche voto".

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