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Palascia, respinta richiesta ampliamento della base

Per il presidente della Provincia, il secondo "no" della Regione Puglia al Genio militare è un atto dovuto. "Spetterà al Piano del Parco decidere come coniugare sicurezza militare e valore ambientale"

Il cartello che indica la zona di pertinenza dei militari a Punta Palascia.

Il "niet" della Regione Puglia all'ampliamento della base militare di Punta Palascia, la località per la quale è nata e proseguita nel tempo una lunga campagna condotta da attivisti di tutto il Salento, segna un punto a favore proprio di chi ha sempre sostenuto che la tutela dei luoghi naturali dovesse sopravanzare qualsiasi altra logica.
Per il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, che è sceso in campo personalmente insieme ai movimenti che si sono ricreati attorno al simbolico faro che svetta sulla scogliera, si tratta comunque di un fatto piuttosto scontato. "E' il verificarsi di un fenomeno atteso", ha commentato dopo il nuovo alt ad interventi invasivi nella località che ricade nel territorio di Otranto.

L'Ufficio Parchi e riserve naturali dell'assessorato all'Ecologia della Regione Puglia ha dunque negato alla Direzione del Genio militare per la Marina di Taranto il nulla-osta richiesto per i lavori di ristrutturazione e ampliamento del fabbricato preesistente ed alla costruzione di un locale interrato per ricovero mezzi e deposito della Base militare Stameteo 4°. "Parlo di fenomeno atteso - spiega Pellegrino -, perché bastava approfondire la legge istitutiva del Parco naturale regionale "Costa Otranto - Santa Maria di Leuca - Bosco di Tricase", per capire che allo stato attuale nessun progetto può essere esaminato e approvato". Nella nota della Regione si legge, infatti, che il nulla-osta non può essere rilasciato considerati i divieti imposti dalla legge regionale (la 30 del 2006) e vista "l'assenza del Piano territoriale dell'Area Protetta".

"Spetterà al Piano del Parco, che la Provincia ha in corso di redazione - conclude il presidente della Provincia - decidere come coniugare al meglio le legittime esigenze della sicurezza del territorio nazionale e il valore naturalistico, ambientale culturale e, soprattutto, simbolico della zona della Palascia e del Faro, in particolare, come segnale di pace".

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