Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Palazzo Carafa: "Rating di Moody's, ecco la verità"

L'amministrazione comunale dirama una nota ufficiale, dopo le esternazioni del diessino Carlo Salvemini. "Le notizie del consigliere di opposizione non corrispondono a verità"

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Ieri la risposta a caldo di Paolo Perrone agli attacchi del consigliere diessino Carlo Salvemini. Oggi la nota ufficiale di Palazzo Carafa. Il caso in questione riguarda il rating della società internazionale Moody's sul Bilancio comunale di Lecce. Notizie, quelle del consigliere di opposizione, che per l'amministrazione "non corrispondono a verità e appaiono volutamente imprecise e, quindi, evidentemente finalizzate a gettare discredito sull'attività dell'amministrazione comunale".

"E' opportuno evidenziare - spiega la nota -, che pur in assenza di alcun obbligo di rivolgersi ad agenzie internazionali di rating per l'analisi dei propri conti, il Comune di Lecce ha deciso di farlo sin dal 2005 e, quindi, in largo anticipo rispetto alla richiesta da parte del candidato sindaco del centrosinistra Antonio Rotundo di istituire un organismo "arbitro" dei conti dell'ente. Si specifica, inoltre, che il Comune di Lecce è una delle poche amministrazioni locali italiane (tra le quali Milano, Roma, Napoli, Bologna) che hanno ben due rating di Bilancio. Oltre a Moody's, infatti, l'altra società internazionale di rating interpellata, Fitch Rating Ltd., ha fornito la propria valutazione che attesta (come Moody's) la bontà e la solidità del Bilancio del Comune di Lecce".

"Nello specifico - spiegano da Palazzo Carafa -, la modifica da A2 a A3 da parte di Moody's non è da considerare una 'retrocessione', bensì un ricollocamento in base alle valutazioni dell'istituto che ha fatto riferimento ad una serie ulteriore di fattori di analisi che esulano dal comportamento dell'amministrazione comunale. E la nuova metodologia di analisi per gli enti locali (Joint Default Analysis) è stata annunciata da Moody's lo scorso 18 ottobre 2006 ed è basata su quattro elementi: una valutazione del "baseline credit risk", ovvero del rischio di credito fondamentale dell'ente; il rating dell'amministrazione di livello superiore; una stima della dipendenza di default tra i due enti; una stima della probabilità che l'ente sovraordinato offra sostegno straordinario, se necessario.

"Solo il primo elemento è direttamente dipendente dal comportamento dell'ente - dice ancora la nota-, mentre gli altri tre sono i cosiddetti 'fattori di contesto'. "Per effetto dell'esplicita e sistematica identificazione analitica di questi elementi - scrive il managing director di Moody's Yves Lemay - l'applicazione della metodologia JDA potrebbe determinare dei cambiamenti nei rating assegnati a Regioni ed enti locali, nonché ai rispettivi soggetti partecipati o collegati". Dall'analisi effettuata con questa nuova metodologia il rating del Comune di Lecce passa da A2 a A3, ma solo a causa di valori esterni all'amministrazione comunale. In effetti il Bca o 'rischio del credito' presenta per il Comune di Lecce un valore di 7 su una scala che va da 1 (rischio nullo) a 21 (rischio altissimo), quindi evidentemente un valore più che buono ed in linea con quello dello scorso anno. E' la manovra combinata degli altri tre valori che comporta la rivisitazione del rating, come spiega lo stesso Istituto che assegna condizioni stabili nel medio termine ai fattori di rischio dell'ente".

"Anche Fitch - prosegue il comunicato - assegna un lusinghiero 'A con prospettive stabili', affermando che "la qualità creditizia risulta essere elevata e tale giudizio implica un rischio di credito molto basso per i finanziatori e conseguentemente un'elevata capacità di rimborsare le rate di mutui e prestiti da parte dell'emittente". Si evidenzia, inoltre, che il Comune di Lecce condivide la stessa categoria di valutazione della Regione Lazio, del Comune di Napoli e della Provincia di Brescia, ma anche di città come New York o di Stati come la California, oppure di primari Istituti bancari quali Capitalia, Monte dei Paschi o Unicredito Italiano, nonché di aziende quali Poste Italiane e Acea, notoriamente con dimensioni di Bilancio notevolmente superiori a quelle dell'ente comunale leccese".


"Per ulteriore esigenza di chiarezza - conclude il comunicato -, si evidenzia (solo a titolo esemplificativo) come la Provincia di Lecce ha già raggiunto il 160 per cento di indice di indebitamento complessivo e prevede di incrementarlo nel prossimo triennio". Morale della favola: "Si invita il consigliere Salvemini ad intervenire, responsabilmente, con lo stesso piglio e la stessa fermezza anche sulla situazione dell'ente provinciale".

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