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Il porto di Otranto.

Il porto di Otranto.

Igiene e sicurezza nei porti, l’Asl chiede di stringere i tempi: pesca a rischio

A maggio il prefetto Perrotta era stata perentoria: "Immediatezza e nessun ritardo". Ma intanto, i lavori vanno a rilento quasi ovunque. E il rischio di un fermo è reale. Da Gallipoli e Otranto i sindaci tengono però a rassicurare: "Ci stiamo attivando"

LECCE – Più igiene e sicurezza per moli e banchine delle aree portuali e soprattutto dei punti di sbarco del pescato. Il tempo stringe, i controlli della Asl territoriale sono già in rada e per i pescatori di Ionio e Adriatico il rischio di un fermo forzato per i mancati adeguamenti dei punti di approdo e dei porti sollecitati dalla Prefettura di Lecce, potrebbe causare un nuovo caos. Il che, in un momento di crisi economica come quella attuale, che colpisce in maniera diretta anche il settore della pesca, non è la notizia che molti vorrebbero sentirsi comunicare.

Un pericolo reale, che riguarda buona parte del Salento. Il prefetto Giuliana Perrotta è stata perentoria, a fine maggio, quando, a seguito di un vertice, sono state individuate criticità mai risolte, cioè non in linea con le istanze della Comunità europea. “Immediatezza e nessun ritardo”, aveva intimato il rappresentante di governo. La notizia era passata un po’ in sordina, eppure la situazione non è proprio favorevole. Anche se i primi cittadini, è il caso di dire, gettano acqua sul fuoco.  

All’epoca, dopo un vertice, fu inviato un fax a tutte le amministrazioni comunali interessate: Lecce, Castrignano del Capo, Castro, Gallipoli, Melendugno, Morciano di Leuca, Otranto, Porto Cesareo, Salve, Tricase e Ugento. Questo per sollecitare tutti ad attivarsi. E proprio in questi giorni, gli ispettori dell’Asl hanno iniziato a bussare di nuovo alle porte per verificare se l’iter sia stato seguito alla lettera da tutti.

Morale? Alto mare, o quasi. E le prescrizioni non sono poche. Occorre innanzitutto il rifornimento di acqua potabile all’interno della zona prossima al punto di sbarco dei prodotti ittici. L’illuminazione deve essere sufficientemente adeguata. Le aree devono essere precluse a mezzi e persone non espressamente autorizzati. E bisogna evitare ristagni d’acqua, fango e di materiale organico in genere con una pavimentazione a norma.

Questo solo per iniziare. Per quanto riguarda il drenaggio delle acque di lavaggio, è necessario garantire alcune misure minime: detergenti ecocompatibili, i contenitori del pescato devono essere posati su superfici quali carrelli e pianali, e mai posti sul pavimento, in alternativa, ma solo come soluzione ultima, il trasbordo deve essere fatto direttamente sugli automezzi autorizzati a raggiungere la banchina.   

Due località che segnano un po’ la misura di tutto sono senza dubbio Gallipoli e Otranto. Nella città ionica, il sindaco Francesco Errico ha tenuto a precisare che il problema sarebbe stato scongiurato sul nascere. Il Comune ha già da tempo dato esecutività all’invito rivolto dalla Prefettura e dalla direzione generale dell’Asl di Lecce dopo la riunione tematica del maggio scorso.

E così il Comune gallipolino ha inteso accelerare i tempi di adeguamento e messa in sicurezza del punto di sbarco principale dell’area portuale, quello della banchina Lido del porto commerciale, proprio per rispettare anche le prescrizioni richieste dalla direzione generale dell’Asl nell’ambito di quel vertice, e nel quale sono state individuate alcune misure ritenute urgenti ed essenziali al fine di garantire il rispetto della normativa ambientale ed igienico-sanitaria nei punti di approdo del pescato.

“Noi come amministrazione lavoriamo sempre di concerto con le istituzioni e seguiamo i dettati della Prefettura - ribadisce il sindaco Errico, - da subito con una delibera di giunta abbiamo incaricato il dirigente dell'ufficio Demanio ad attivare le procedure con cui ottenere le autorizzazioni per la realizzazione immediata degli interventi di messa in sicurezza del punto di sbarco del pescato pubblico, attivando contestualmente l’ufficio tecnico per l’affidamento dei lavori di realizzazione del punto di sbarco sulla banchina Lido con le procedure della massima urgenza”.

“Il nostro obiettivo è quello di voler garantire al comparto ittico gli standard necessari, a livello igienico-sanitario, con cui svolgere la propria attività - aggiunge il primo cittadino  - per questo abbiamo deciso di approvare il relativo progetto per il punto di sbarco più frequentato, quello del porto commerciale, utilizzando procedure d’urgenza, proprio al fine di venire incontro alle esigenze di un comparto estremamente importante per il nostro tessuto economico”. Avviato l’iter procedurale dunque, bisogna ora accelerare solo l’esecuzione e il completamento dei lavori.

Il Comune per ora andrà avanti con risorse proprie tenendo conto che la stessa Prefettura aveva intimato di provvedere con estrema urgenza negli interventi di adeguamento. E questo anche per quei Comuni che magari avevano anche ottenuto dei finanziamenti regionali per effettuare opere strutturali nei porti, ma i cui tempi di realizzazione sono ovviamente incompatibili con la necessità di adeguare i punti di sbarco alle nome ambientali e sanitarie.

Al fine superare le numerose carenze igieniche, funzionali e strutturali (interventi come detto sollecitati anche dalla Asl territoriale) legate agli approdi acquicoli in uso alla categoria dei pescatori di Gallipoli, l’amministrazione comunale ha proposto una serie di possibili soluzioni al problema quali, la previsione di barriere fisiche per evitare l'accesso al punto di approdo di persone non autorizzate e soprattutto di animali. La presenza di un impianto di erogazione di acqua per le operazioni di pulizia e sanificazione di moli e banchine, il potenziamento dell’illuminazione per garantire l'approdo anche in condizioni di luce insufficiente e la presenza di un’adeguata pavimentazione tale da garantire la pulizia e sanificazione oltre che un adeguato sistema di drenaggio e raccolta delle acque.

L’obiettivo complessivo è quello di migliorare le condizioni d’igiene, decoro e sicurezza delle banchine portuali e dei porticcioli utilizzati dai pescatori per lo sbarco e la sistemazione e vendita del pescato. Per questo già lo scorso anno facendo leva su un bando legato al Fondo europeo per la pesca e ad un progetto inviato dal Comune direttamente agli uffici regionali competenti, si erano  già gettate le basi per un miglioramento e la ristrutturazione dei moli e delle banchine del porto mercantile, del Seno del Canneto e dell’area della Giudecca, utilizzati dagli operatori ittici gallipolini. La richiesta di finanziamento pari 175mila euro è stata a suo tempo inoltrata alla Regione e accolta per la sistemazione di due punti di approdo, vale a dire sia quello del porto commerciale che quello all’interno del seno del Canneto.

Da Otranto, il sindaco Luciano Cariddi a sua volta ha sottolineato: “Avevamo già programmato un adeguamento delle aree per lo sbarco del pescato e abbiamo integrato quelle che sono state le istanze delle Asl in quello che era il nostro originario progetto”.

“Abbiamo avuto la fortuna di intercettare subito dei fondi europei per la pesca attraverso un bando regionale, che ci permetterà di trovare le risorse per realizzare le infrastrutture necessarie. L'area interessata sarà quella tra il bar Delfino e la sede della Capitaneria di porto. Stiamo predisponendo il bando per appaltare la zona: una volta ultimata questa fase, i lavori procederanno veloci. Devo sottolineare – ha concluso Cariddi - che l'Asl è venuta incontro alle esigenze pratiche dei Comuni, in quanto i suoli da adeguare non sono di loro proprietà, ma di proprietà del Demanio marittimo”.

E proprio la Città dei Martiri è stata una delle località in cui di recente gli ispettori sono tornati per le verifiche. Il tempo stringe.

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