Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Vendola: "Abolire le Province". Il Pdl: "Affermazioni strumentali e faziose"

Il governatore pugliese manifesta invidia per il collega Crocetta che sta eliminando in Sicilia gli enti intermedi: "Fanno poco e male". I consiglieri salentini a Palazzo dei Celestini replicano: "Da lui prosaica aggressione"

LECCE - È polemica politica sul futuro delle province pugliesi, dopo che il governatore Nichi Vendola, annunciando la nuova giunta per la prossima settimana, ha rilanciato l'esigenza di abolire gli enti intermedi e manifestando la propria invidia nei confronti del collega siciliano Rosario Crocetta, che, grazie ai poteri di uno statuto autonomista, ha avviato la chiusura delle province. "Enti - ha chiarito Vendola - fatti di chiacchiere e di spreco”.

Il presidente ha poi evidenziato che le Province siano luoghi in cui si sovrappongono e si moltiplicano i poteri, le prerogative e le competenze. Da qui, l'esigenza di chiuderle, in quanto esperienze prive di una qualità di governo viste le poche prerogative che hanno: "Dovrebbero fare poco - ha specificato - e lo fanno molto male”.

Un'analisi che non è piaciuta ai consiglieri salentini del Pdl, che rinfacciano alcune precedenti valutazioni di Vendola, che a mezzo stampa aveva sostenuto come l'abolizione delle province fosse ininfluente per risolvere i problemi di risorse: "Ebbene - sottolineano - queste dichiarazioni sono del Presidente della Regione Puglia e contrastano, evidentemente, con quanto ampollosamente dichiarato oggi dal segretario di Sel. Sono forse la stessa persona?"

Dal Pdl sottolineano quanto siano "strumentalmente faziose" le affermazioni di Vendola: "È passato d’un colpo dall’aulica affabulazione alla prosaica aggressione. Chi prima si è presentato al convegno nazionale dell’Upi come lo scudiero delle Province, forse per acquisire una dose di applausi, oggi che ha perso il consenso, parte lancia in resta contro quelle istituzioni che lo hanno richiamato ad un atto di correttezza istituzionale. Verrebbe da dire che sia passato dall’ottimismo della ragione, all’ira della Regione".

"Evidentemente - proseguono - all’esaltazione è seguita la delusione e oggi l’aggressione. Ne siamo consapevoli umanamente, ma non passivamente silenti. Se poi il governatore volesse confrontarsi sull’attività posta in essere dalle Province pugliesi, saremmo pronti a rispondergli dettagliatamente. Non ci pare, però, che possa dare lezioni di laboriosità, né possa intestarsi il premio Stachanov chi è stato impegnato solo a girare l’Italia nel tentativo di affermarsi come leader nazionale, abbandonando la Puglia e i pugliesi".

"Forse - ironizzano - avendo preso l’abitudine a decidere della chiusura di reparti e ospedali, si è lasciato prendere la mano pensando di poter chiudere anche le Province. Ebbene a chi si arroga poteri legislativi di rango costituzionale, quasi divini, ricordiamo che i voti che hanno determinato l’elezione dei consigli provinciali hanno lo stesso valore, peso e sostanza di quelli che hanno dettato la sua elezione. Questo, grazie al cielo, lo sancisce la nostra Costituzione e non la volontà stizzita di alcun altro".

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