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Poste in tilt, parte un'interrogazione parlamentare

Poco importa al pensionato esausto per la lunga attesa, se le Poste italiane non hanno potuto garantire il servizio per problemi tecnici. E così l'onorevole del Pd Bellanova chiede delucidazioni

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LECCE - "Una vergogna. Non è possibile restare un giorno dietro gli sportelli delle Poste perché i terminali sono in tilt". Poco importa al pensionato esausto per la lunga attesa, se le Posate italiane non hanno potuto garantire il servizio per problemi tecnici, ovvero l'installazione del nuovo software. E come l'anziano, mercoledì scorso il disservizio ha colpito indistintamente tutti, chi aveva da pagare bollette, scadenze improrogabili, raccomandate su cui avrebbe dovuto fare fede il timbro postale, data e tutto quanto. Possibile, si sono chiesti in tanti, che le Poste non abbiano avuto un'alternativa a questo disastro?

E così, a sostegno di quanti sono rimasti vittime dell'inefficineza, scende in campo la politica. Con tanto di interrogazione parlamentare da parte dell'onorevole Teresa Bellanova del Pd: "Presenterò immediatamente un'interrogazione per chiedere delucidazioni sulle cause di questa vergognosa situazione - scrive in una nota - e sugli interventi necessari a restituire certezze ai cittadini, efficienza agli uffici postali e serenità a chi, dietro quegli sportelli, si ritrova incolpevolmente ad essere il primo terminale dell'inevitabile malcontento".

"È inaccettabile - aggiunge Bellanova - che siano i pensionati a pagare lo scotto di una modernizzazione zoppa. L'indiscutibile necessità di informatizzare le procedure della pubblica amministrazione non può prescindere da un contemporaneo adeguamento delle infrastrutture. Quello che è successo in questi giorni in tanti uffici postali è emblematico: persone anziane costrette in estenuanti attese e personale imbarazzato, incolpevolmente paralizzato da terminali muti".


La spiegazione. "A quanto pare, conclude la parlamentare del Pd - il problema sarebbe dovuto al gap tecnologico esistente fra uno strumento avanzato, quale il nuovo software adottato da PosteItaliane, e l'incapacità delle infrastrutture di rete esistenti di supportarlo. Un binomio squilibrato che inevitabilmente è andato in tilt di fronte al picco di richieste che alcune scadenze determinano, come quella relativa al pagamento delle pensioni. Un po' come ritrovarsi alla guida di una Ferrari tra le sabbie del deserto. Una modernizzazione portata avanti in questo modo è evidentemente solo di facciata". E intanto, anche oggi i disagi continuano. Code estenuanti, attese nell'illusione che il proprio turno possa, prima o poi, arrivare, lamentele continue.

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