Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Posticipare il rientro a scuola? La politica si divide

Dopo la proposta del senatore Costa (Pdl) di posticipare l'avvio dell'anno scolastico, la politica locale si divide: secco no dell'assessore regionale Sasso. Critico anche De Matteis del Pd leccese

LECCE - Le data di inizio del nuovo anno scolastico dividono la politica locale: dopo la proposta di Giorgio Rosario Costa, contenuta in un disegno di legge, da discutere il 27 maggio, si è aperto un dibattito circa la scuola del futuro. La scelta suggerita da Costa di iniziare la scuola ai primi di ottobre, dovrebbe avere, secondo i sostenitori, un doppio vantaggio: il prolungamento della stagione estiva, ma soprattutto il rientro per gli studenti in un clima meno torrido rispetto alle prime settimane di settembre.

Il 50% delle regioni italiane ha già deliberato il calendario scolastico 2010/2011 con la maggior parte degli studenti che tornerà in classe il 13 settembre: in Puglia, le lezioni inizieranno il 20 settembre. Tra i detrattori della proposta c'è anche l'assessore al Diritto allo Studio e Formazione della Regione Puglia, Alba Sasso, che ritiene che ci sia, invece, più bisogno di scuola, di tempo pieno e di tempo prolungato. Per la Sasso, sarebbe in atto uno svuotamento oltre che di insegnanti, anche di contenuti, per cui aprire più tardi aiuta questo processo: palese la contraddizione poi col federalismo annunciato, che dovrebbe presupporre incentivi all'autonomia decisionale delle scuole e delle Regioni.

L'ultimo, in ordine di tempo, ad esprimere perplessità in merito alla proposta del Pdl, è Alessandro De Matteis, vicesegretario Pd Lecce, che afferma: "L'ineffabile senatore Giorgio Costa, forse nostalgico della sua Matino di 50 anni fa dove le donne (della buona società naturalmente) andavano in spiaggia a Gallipoli fino alla fine di settembre mentre gli uomini avevano già ripreso l'attività lavorativa, propone nel 2010 l'inizio delle attività scolastiche il 1 di ottobre".

"Voglio dire - prosegue - al nostro senatore, tralasciando agli esperti le obiezioni sacrosante di carattere didattico ed educativo, che nella mia città vi sono famiglie dove le donne sono impiegate pubbliche, commesse, professioniste, operaie, bancarie e protagoniste di mille altri mestieri e che, se la sua proposta fosse malauguratamente accolta, sarebbero costrette nel mese di settembre a parcheggiare i propri figli per giornate intere, nel miglior caso presso gli insostituibili nonni, o con baby sitter pagate in nero o presso centri di dubbia affidabilità e regolarità. Senza considerare il danno alla salute dei bambini che ne deriverebbe, visto che per preservare il limite di lezioni fissate dalla comunità europea le scuole dovrebbero chiudere alla fine di giugno, con botte di calore annesse".


De Matteis propone al contrario al sindaco del capoluogo salentino, Paolo Perrone, l'organizzazione di attività paradidattiche da organizzare, magari in un unico plesso scolastico, per i bambini in età di scuola elementare che volessero iscriversi, a partire da lunedì 30 agosto, sollecitando il contributo progettuale e fattuale di maestre, associazioni sportive e culturali: "Sarebbe - precisa - un utile pre scuola dove i bambini, imparando e giocando, potrebbero socializzare e divertirsi, sgravando le famiglie da oneri impropri che ne minano la già precaria condizione economica".

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