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Presentato il nuovo archivio comunale. Un pezzo di memoria storica torna alla città

Terminati i lavori di restyling, si potrà finalmente fruire della documentazione, che adesso è custodita in una location individuata nei seminterrati di Palazzo Carafa. Una curiosità: scovata anche un'antica epigrafe del 1700

 

LECCE – Un pezzo di memoria storica restituito alla città di Lecce. Questa mattina, il sindaco Paolo Perrone ha inaugurato il nuovo archivio comunale, che “torna finalmente a splendere grazie ad una robusta operazione di restyling che ha consentito di individuare una location nuova, moderna, funzionale e altamente tecnologica, mettendo ordine all’enorme mole di documenti in possesso dell’amministrazione”.

Il luogo deputato a ospitare l’archivio è stato individuato nei locali seminterrati di Palazzo Carafa, allestiti con moderna scaffalatura compattabile, impianto antincendio, impianti elettrici a norma, e con l’installazione di una pompa di sollevamento aspirante per evitare allagamenti. Sono poi stati installati rilevatori anti-radon (gas inerte radioattivo e molto pericoloso che potrebbe formarsi negli ambienti ipogei) e si è anche dotato l’archivio di una postazione informatica e di una fotocopiatrice con funzioni di stampante e scanner.

Nel locale dell’antiarchivio poi è stata attrezzata una sala consultazione impreziosita da una piccola collezione di sigilli, timbri, numeratori automatici, inchiostri e altro materiale e dalla ricostruzione, con materiale originale, di una scrivania impiegatizia degli anni ‘60. Complessivamente sono state lavorate circa 14mila e 200 unità archivistiche tra faldoni, registri e volumi.

Non solo. E’ stata anche selezionata la documentazione che a norma di legge, e secondo le indicazioni del massimario di scarto del Comune di Lecce - trascorso un determinato numero di anni - può essere scartata. L’elenco è stato inviato e approvato dalla Soprintendenza archivistica per la Puglia. E’ stata inoltre selezionata la documentazione destinata alla conservazione permanente nell’Archivio storico del Comune a Castromediano e predisposto l’elenco di versamento.

“Si tratta di un’operazione - ha spiegato il primo cittadino - che coniuga perfettamente tecnologia e storia. Sono certo che la consultazione di questo prezioso servizio riserverà notizie e curiosità inedite, ma soprattutto costituirà lo specchio di una comunità, la nostra, che si mostra attenta a progettare il suo futuro quanto a custodirne e valorizzarne il passato”.

All’inaugurazione hanno preso parte anche l’assessore agli Affari Generali, Luigi Coclite, il consigliere comunale Fiorino Greco, il segretario generale Vincenzo Specchia, i dirigenti comunali Antonio Guido e Francesco Magnolo, il funzionario responsabile dell’Ufficio Protocollo, Archivio Generale ed Albo Pretorio, Lionella Cofano, l’archivista Daniele Librando e numerosi amministratori e dipendenti comunali.

Nel 2001 la documentazione era stata provvisoriamente trasferita presso i locali dell’ex Istituto Margherita in attesa di un riordinamento. Qui, però, i documenti hanno continuato ad accumularsi in cartoni impilati uno sopra l’altro, fra polvere, sporcizia, umidità, infiltrazioni d’acqua piovana, calcinacci, insetti e roditori, con danni alla già compromessa integrità. Un’altra parte dell’archivio (delibere e protocolli) era conservata nel seminterrato di Palazzo Carafa, giacché oggetto di un precedente intervento di recupero, ma, a causa della mancanza di scaffalature, dopo il riordinamento, la documentazione, conservata in cartoni e poggiata a terra su pedane, ha subìto un ulteriore danno a causa dell’allagamento dei locali dopo un violento nubifragio.

Per ripristinare un servizio degno di questo nome, si è lavorato in due direzioni, provvedendo all’allestimento dei locali più adatti a ospitare l’archivio di deposito e nominando, attraverso un avviso pubblico di selezione, un archivista per gestire il riordinamento e l’inventariazione del materiale archivistico e la formazione del gruppo di lavoro costituito da impiegati appartenenti ai diversi settori.

Il professionista incaricato, Daniele Librato (laureato in Beni culturali presso l’allora Università degli Studi di Lecce, diplomato alla scuola di Archivistica paleografia e diplomatica di Bari), si è avvalso della collaborazione di Valentina Esposto (laureata in Beni culturali presso l’allora Università degli Studi di Lecce, diplomata alla scuola di Archivistica paleografia e diplomatica di Bari, dottorato di ricerca in archivi e istituzioni presso l’università di Siena).

A conclusione dei lavori, l’ispettore Rita Silvestri della Soprintendenza archivistica per la Puglia ha eseguito la visita di controllo, effettuando la ricognizione di tutto l’archivio di deposito e verificando i lavori di riordinamento ed inventariazione effettuati dagli archivisti. I lavori del progetto di recupero hanno avuto inizio il 1° settembre 2011 e si sono  conclusi definitivamente nel giugno 2012.

epigrafe archvio comunale-2Il costo complessivo per l’amministrazione comunale è stato di 117mila euro (di cui 43mila e 350 sono stati spesi per l’acquisto degli scaffali compattabili, 24mila per il compenso dell’archivista, Daniele Librato, oltre alla remunerazione del gruppo di lavoro tra dipendenti comunali, 27mila e 750, unità lavorative della Lupiae Servizi, 21mila e 900, ulteriori materiali e allestimenti).

Una chicca: durante i vari sopralluoghi effettuati nell’Istituto Margherita è stata ritrovata una preziosa epigrafe in pietra leccese recante la scritta: “Archivio nel quale si conservano li privilegi e scritture raccolte con la forza delle censure, ed ordini de superiori fatto d’ordine dell’illustrissimo signor don Celestino Rolli general sindaco; oggi li 10 ottobre 1738”.

Tale epigrafe era abbandonata in una delle aule del Margherita insieme ad altre statue ed elementi architettonici. Non è ancora ben chiaro quale sia la sua provenienza, ma è evidente il suo alto valore storico, essendo la prova certa che benché la gran parte della sua documentazione sia andata dispersa, l’antica Universitas di Lecce era dotata di un proprio archivio. Oggi l’epigrafe che sarà successivamente oggetto di studio è esposta nei locali dell’archivio su un supporto in metallo appositamente fatto per garantirne l’ottimale conservazione e al tempo stesso la fruizione culturale.

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