Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Problemi irrisolti in Sanitaservice, è di nuovo sciopero del sindacato Usb

Con un sit-in presso la direzione dell'Asl di Lecce i dipendenti sono tornati a rivendicare l’aumento del monte orario, l’organizzazione del lavoro e la nomina dei referenti. Usb denuncia ritardi e immobilismo nella gestione

 

LECCE - L’appuntamento per ridiscutere l’aumento del monte orario per i dipendenti di Sanitaservice ancora in servizio a 22 ore settimanali, fissato per il 13 giugno, è saltato. Un ennesimo ritardo “intollerabile” sulla tabella di marcia che prevedeva il secondo step nel percorso del graduale aumento dei part time (fino all’obiettivo del full time), già i primi di giugno.

L’appuntamento è sfumato non per caso, denuncia il sindacato Usb, oggi in presidio presso la direzione generale della Asl, ma “per la precisa volontà delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, di sedersi da soli al tavolo della delegazione trattante, escludendo Usb che conta, invece, il 60 percento degli iscritti tra i dipendenti della società in house”.

Quella che sembrerebbe una guerra intestina tra i sindacati, all’interno della Asl di Lecce, “è scatenata da una diffida del 12 giugno, presentata dai magnifici quattro,  firmatari del contratto collettivo della sanità pubblica,  anche se questo poco centra con il tipo di contratto applicato in azienda”.

Il tutto a discapito dei lavoratori, sottolinea il referente Gianni Palazzo, che non trovano risposte alle problematiche che Usb sostiene da tempo. Innanzitutto la mancata organizzazione del lavoro con una definizione chiara delle aree e delle mansioni di competenza: Cisal aveva già denunciato l’utilizzo del personale ausiliario nella manutenzione del verde, con turni addirittura notturni per effettuare le operazioni di disinfestazione e derattizzazione.  Usb rincara la dose, dando notizia di lavoratori trasferiti su mansioni amministrative e di segreteria, che poco hanno a che fare con le pulizie. “Il tutto a costo zero, con un consistente risparmio autoprodotto dalla Asl di Lecce che dovrebbe quantificare le spese dei servizi non internalizzati, mansioni extra che non sono inserite nel budget della società in house”.

Nell’azienda sanitaria è tutto fermo anche per quanto riguarda il mancato riconoscimento di una parte di stipendio, relativo ai superminimi, per venti lavoratori del sistema informatico assunti nel marzo di quest’anno. L’internalizzazione di Cup e Ced, secondo Palazzo, ha prodotto un risparmio di un milione di euro l’anno: “Se la Asl, con le ditte esterne, pagava 5 milioni di euro al mese per i dipendenti, con il riconoscimento delle voci accessorie, come indennità e superminimi, pagherebbe 3 milioni di euro. Perché nulla si muove?”.

L’azienda sanitaria non va avanti né indietro: secondo Usb è semplicemente immobile. Lo stesso dicasi per l’elezione dei referenti o portavoce dei lavoratori nei confronti della direzione generale, che attendono di essere eletti dal personale di Sanitaservice, anziché ripescati all’esterno tra i 30 coordinatori rimasti fuori dalle internalizzazioni.

 “Siamo stati noi a volere la creazione della società in house per migliorare le nostre condizioni di vita e di lavoro, ma a due anni di distanza nulla è cambiato. – spiega rassegnata una dipendente – Ci vogliono precari a vita perché nelle nostre 4 ore di lavoro quotidiano, hanno aggiunto altre mansioni. E la schiavitù è raddoppiata”.

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