Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Questione filobus. "Progetto da rivedere con la città"

Nel secondo forum convocato da Antonio Rotundo ribadita la necessità di un tavolo che associ università ed ordini professionali per effettuare delle varianti. L'accusa: "L'amministrazione non dialoga"

La disputa corre sulle linee del filobus. Forum di Rotundo, replica dell'amministrazione in televisione, contro-replica del comitato che fa capo al candidato sindaco per l'Unione. E così questa mattina è stata convocata la seconda riunione sul tema. Per la serie: metropolitana di superficie, che farne?

Antonio Rotundo è stato chiaro, e a seguito della richiesta di una proroga dei lavori, ha ribadito la necessità di "associare competenze e professionalità del territorio per effettuare una verifica della progettazione dell'opera, a livello di impatto paesaggistico, urbanistico, ambientale". Motivo: "Occorre che si introducano correzioni e varianti e che vengano valutati i rapporti fra costi e benefici, per verificare se ve ne siano realmente".

Il candidato alla poltrona di primo cittadino e deputato dei Ds s'è poi soffermato sulle risposte date dall'amministrazione, durante la diretta televisiva da Palazzo Carafa del primo marzo scorso. "Secondo il contraddittorio - ha detto - sostanzialmente le cose andrebbero bene, anche se c'è stata una leggera marcia indietro rispetto alla selva di pali sulle rotatorie". In questo caso, è prevista la possibilità che i piloni di sostegno delle linee vengano smantellati, "anche se in via sperimentale" ha precisato Rotundo. Per il quale si tratterebbe comunque delle "solite risposte tampone, così come avviene in generale per il traffico in città". E questo, con particolare riferimento "al bivio all'altezza dell'Obelisco, tra via Adua e via Reale, dove si è introdotta una variante per la quale i bus andranno a nafta". Una decisione, quest'ultima, che denoterebbe "un'evidente improvvisazione".

"Altra novità importante - ha sottolineato successivamente Rotundo - è la proposta dell'avvocato Fabio Valenti, che richiamando le norme dello statuto comunale ha sottoposto all'attenzione generale la possibilità di coinvolgere i cittadini nella scelta sulla metropolitana di superficie". Una petizione popolare, dunque, per dare voce ad una Lecce divisa sulla questione, fra chi concorda sulla misura, chi ritiene doveroso uno smantellamento totale della gabbia di pali e chi pensa di rivedere il progetto senza passare a soluzioni drastiche. E sembrerebbe proprio quest'ultima, come già evidenziato, la tendenza di Rotundo. Che rincara la dose: "L'amministrazione non appare in grado di dare risposte, soprattutto è incapace di affrontare il dialogo".

"Invece - ha proseguito -, rispetto a questa chiusura a riccio riproponiamo la necessità che si instauri un tavolo, che unisca le competenze di università ed ordini professionali, i quali intendono offrire la loro consulenza in modo gratuito, facendo un atto d'amore per la città. Il progetto deve essere rivisto: non possiamo arrenderci di fronte alla politica del fatto compiuto". Non solo, ma, secondo il candidato dell'Unione, lo stesso piano dovrebbe avere maggiore visibilità, in modo da essere valutato in presa diretta dai leccesi. A questo proposito ha quindi sostenuto che "è giunta l'ora che il progetto venga messo sul sito web del Comune. La città deve conoscere".


Alla riunione di oggi erano presenti anche esponenti di varie associazioni e movimenti politici cittadini. Piero Mongelli del Codacons, Beppe D'Ercole dell'Italia dei valori, Angelamaria Spagnolo, segretario cittadino dei Ds, Mario Vantaggiato, segretario provinciale della Filt-Cgil, Mario Fiorella di Legambiente, Daniele Montinaro, candidato al consiglio comunale, e Luigi Mariano, del Movimento di difesa del cittadino, che è tornato sulla questione dei costi. "Non si può pensare di spendere 44 miliardi delle vecchie lire e poi avere un bus che in certi tratti va a gasolio", ha detto. "Ricordiamo che 6 milioni di euro provengono dalle casse del Comune, quindi dalle tasche dei cittadini: non si può giocare con i soldi della gente".

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