Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Riordino della rete ospedaliera: Cimino chiede la sospensione del piano

Il vicepresidente del consiglio provinciale chiederà a tutta l'assemblea di Palazzo dei Celestini e, in particolare a Gabellone di impegnarsi a sospendere subito la delibera di giunta sulla ristrutturazione sanitaria regionale

L'ospedale di Gagliano del Capo.

LECCE - Il vicepresidente del consiglio provinciale, Francesco Cimino, ha presentato un ordine del giorno che si discuterà in queste ore, nel corso dell'assise di Palazzo dei Celestini, sul riordino alla rete ospedaliera previsto dalla Regione Puglia. Nel testo si evidenzia come il Salento non solo venga penalizzato, ma mortificato.

"Nelle province di Taranto e Lecce - si legge nel testo - scompaiono tutti i piccoli ospedali, aggregati ad ospedali più grandi e sottratti al loro territorio di prossimità. Via Nardò (nonostante le promesse elettorali alla sinistra), via Poggiardo, già da tempo dismessi e resi praticamente inattivi Maglie, Gagliano del Capo e Campi Salentina".

Cimino si chiede perché nelle provincie di Bari, Foggia e Bat gli Ospedali di “piccole” dimensioni rimangono in vita annessi ad ospedali più grandi. Il territorio del Salento vede scomparire le Utic negli ospedali di Casarano, Copertino, Galatina e Scorrano le quali saranno convertite in “aree critiche”, e senza punto nascita tutto un ambito, ove insistono i due ospedali di Gallipoli e Casarano, che raggiunge circa 200mila abitanti.  

Cimino ricorda che l'amministrazione provinciale, nel giugno 2012, aveva già proposto alla Regione Puglia, con un odg approvato all'unanimità, di rivedere il piano di riordino. Il vicepresidente del consiglio si chiede dove fossero Sergio Blasi, Loredana Capone, Antonio Maniglio, Dario Stefano quando è stato approvato "tale sciagurato provvedimento".

Cimino inviterà nel corso del consiglio il presidente della Provincia a richiedere urgentemente al governatore Vendola l'immediata sospensione della delibera di giunta regionale 3006 del 27 dicembre 2012 e di aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti istituzionali regionali, provinciali, comunali, con le parti sociali e con la Asl, affinché sia riconsiderato quanto previsto nella modifica ed integrazione al regolamento regionale del 7 giugno 2012 di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia.

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