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Primarie di Sel: Salvemini lancia la “strana coppia” Stefàno-Pellizzari

Il primo è assessore regionale, con un passato centrista che molti non gli perdonano; la seconda è una 34enne, dirigente di Sel, precaria e madre. Insieme formano un ticket insolito per i canoni ideologici tradizionali

Pellizzari, Salvemini e Stefàno.

LECCE – Nelle primarie di Sel c’è una “strana coppia” ed è quella formata da Sonia Pellizzari, 34enne, madre, precaria, una “vita” scandita dall’impegno politico radicale - sin dai tempi della scuola - che l’ha portata ad essere una delle più strette collaboratrici della campagne elettorali del presidente della Regione, Nichi Vendola e da Dario Stefàno, che di anni ne ha più di qualcuno in più, che viene da una storia politica tutt’altro che di sinistra, ma che è assessore regionale alle Risorse agroalimentari oltre che massimo esponente de La Puglia per Vendola, quel contenitore politico che dal 2010 ad oggi costituisce il nesso tra la società civile e la proposta politico-amministrativa incarnata dal governatore pugliese.

Cosa ci facciano insieme lo ha spiegato Carlo Salvemini, che di Sel non è, ma che ha dichiarato pubblicamente di dare il suo personale appoggio ad entrambi “perché rappresentano due storie complementari per ampliare il perimetro di Sinistra ecologia e libertà” (si può votare per un uomo e per un donna, ndr). Il capogruppo di Lecce Bene Comune, nelle primarie dello scorso inverno per la scelta del candidato a sindaco del centrosinistra, ebbe proprio in Stefàno un sostenitore della prima ora: insieme del resto, un anno prima, avevano costruito l’eccellente risultato de La Puglia per Vendola alle elezioni regionali portando il movimento ad essere la terza forza in termini di voti nella città di Lecce.

tirs 006-2Che questo ticket sia la prefigurazione di quell’ampliamento più volte annunciato e mai compiuto tra Sel e la Ppv lo diranno le settimane successive, ma intanto resta agli atti di questa tornata per le primarie la formazione di un abbinamento apparentemente insolito tra la "movimentista" e il "centrista". Stefàno sa perfettamente che il suo background non è propriamente gradito a molti militanti della sinistra, ma è uno abituato a lavorare a fari spenti e nessuno può negare il suo feeling con il presidente della Regione e leader di Sel. E’ stato lo stesso Vendola, infatti, a chiedergli di mettersi in gioco e lui ha risposto affermativamente con l’ambizione di trasferire a Roma un modello di sviluppo regionale che anche nel comparto agroalimentare ha conosciuto positivi apprezzamenti.

Oltre a Nicola Fratoianni, che le primarie comunque non le farà perché “garantito” dalla Direzione nazionale, è l’unico assessore in carica a candidarsi, accettando così l’insidiosa prova del consenso rispetto ad una legge elettorale unanimemente criticata ma tenacemente difesa da qualsiasi tentativo di vera riforma. A differenza del Pd che ha optato per i collegi provinciali, Sel svolgerà le primarie secondo una logica regionale, circostanza che obbliga i partecipanti ad una campagna elettorale molto impegnativa.

Giovedì alle 17,30 – presso l’enogastronomia “Povero”, in via Rubichi, a due passi da Palazzo Carafa – Sonia Pellizzari parteciperà ad un incontro sul tema “Cosa ci va a fare in Parlamento la generazione di Genova 2001”, mentre alle 19.30 presso l’hotel Tiziano ci sarà un incontro organizzativo con Dario Stefàno e gli altri candidati di Sel, aperto a tutti i simpatizzanti.

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