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Sanità, Azzurro Popolare: "Valorizziamo le eccellenze"

In un incontro con l'assessore Salvatore Perrone e il consigliere Polimeno, Aldo Aloisi ha denunciato alcune contraddizioni del sistema sanitario: "Razionalizzare l'esistente" il suo obiettivo

Aldo Aloisi.-4

LECCE - Dei tre presenti a prendere la parola a palazzo di Celestini è stato principalmente lui, Aldo Aloisi, presidente provinciale del movimento Azzurro Popolare. Insieme all'assessore provinciale alle attività produttive, Salvatore Perrone, e del consigliere a Palazzo dei Celestini, Salvatore Polimeno, ha infatti denunciato l'attuale situazione della sanità pugliese.

"Vogliamo evidenziare le criticità di questo sistema e razionalizzare l'esistente- ha esordito Aloisi- per proporre soluzioni che prescindano dalle colorazioni politiche. La sanità riguarda tutti i cittadini-utenti, indipendentemente dalle loro preferenze. Ma riguarda anche quei diecimila lavoratori del settore nella provincia di Lecce, che diventano il doppio se si considera l'intero indotto. Tanto per cominciare, ho bisogno di divulgare un mio dubbio: qualcuno saprebbe indicarmi dove è finito il primario dell'ospedale di Campi salentina, risultato perdente posto da circa sei, o sette mesi. Nessuno sa dove sia, eppure continua a percepire uno stipendio. Quando, contemporaneamente, il nosocomio di Galatina ha bisogno di un primario".

La denuncia di Aloisi risuona impietosa, non risparmia nessuno. É convinto che sia ormai la stampa a fungere da sindacato dei cittadini mentre associazioni di categoria e gruppi politici, è come se "avessero messo il silenziatore", lavandosene le mani e sottacendo alcune irregolarità. Se la prende con gli stipendi esagerati dei primari di reparto, dei dirigenti delle strutture sanitarie e con quella che lui definisce una "casta". "Mentre gli infermieri effettuano controlli semestrali, così come del resto accade per gli autisti del tram, non sarebbe più etico se anche medici e vertici del sistema sanitario salentino si sottoponessero in maniera volontaria ai test sull'assunzione di alcool e sostanze stupefacenti?"

"Le uniche eccellenze sanitarie a Lecce, riguardano il reparto di oncologia, radioterapia e oncoematologia. Il 50 per cento di quei pazienti che un tempo organizzavano il cosiddetto "viaggio della speranza", andando a ricercare le cure fuori regione, ora restano qui. Questo sta a significare che il sistema regge".


Eppure, invece di supportare il trend positivo, Aloisi ha denunciato un episodio piuttosto increscioso. Anzi inquietante. "Un trattamento di chemioterapia programmata è stato sospeso per la mancanza di un infermiere. Che senso ha dirottare il personale paramedico in strutture che non necessitano di molti infermieri, come il Cim, per esempio, quando al pronto soccorso dell'ospedale di Lecce o in reparti essenziali come quello oncologico, invece scarseggiano? La Asl è in grado di garantire la mobilità del personale sanitario per razionalizzare le mansioni, in basa agli accordi coi sindacati intrapresi a luglio. Ma per ora la situazione è questa. Drammatica".

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