Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

La “cittadella universitaria” non ci sta e chiede il rilancio del progetto di Agraria

Il senato accademico ha accantonato l'idea di istituire un nuova facoltà perché non sostenibile finanziariamente senza il contributo esterno. Il sindaco di Monteroni di Lecce, dove ha sede il campus di Ecotekne, chiede di rivedere l'orientamento maturato

MONTERONI DI LECCE – Per un comune che si ritiene la cittadella universitaria per eccellenza, l’accantonamento sostanziale dell’ipotesi di creare una facoltà di Agraria non è una bella notizia. Il senato accademico, nella seduta di ieri, ha infatti ritenuto che, senza contributi esterni, non ci può essere la sostenibilità finanziaria di un progetto di quel tipo. E allora Lino Guido, sindaco di Monteroni di Lecce, dove ha sede il campus di Ecotekne , rivolge un doppio invito: all’organo di governo d’ateneo, perché riveda la sua decisione di ieri, e alle istituzioni locali perché facciano quadrato con i fatti attorno ad una proposta della cui bontà il primo cittadino è convinto.

“L’auspicio – ha dichiarato Guido -  è che il no pronunciato sia un monito al territorio, alle sue rappresentanze politico-istituzionali a tutti i livelli, alle sue rappresentanze imprenditoriali, alle associazioni sindacali e di categoria al fine di unirsi per raggiungere un risultato strategico per il futuro del Salento, in un’ottica di valorizzazione di settori di ricerca che connessi con le produzioni agroindustriali ed agrituristiche possono trovare nel nostro splendido territorio il terreno fertile per dare opportunità ai nostri giovani”.

Il territorio di Monteroni  è direttamente legato alle politiche di investimento dell’Università del Salento e comprensibile è il timore che il sindaco esprime: “Per altro verso la nostra comunità, che ha da sempre devoluto parte del proprio sviluppo all’Università, difendendone l’insediamento con le unghie e con i denti,  oggi intende rendersi parte attiva nella realizzazione di  questo grande progetto in alternativa al quale sarebbero inaccettabili tagli tout court sugli investimenti previsti nel nostro territorio con una revisione esclusivamente al ribasso delle risorse spendibili per investimenti universitari a vantaggio di altre realtà”.

Sull’ipotesi di istituire la facoltà si è espresso anche il capogruppo di Forza Italia al Comune di Lecce, Damiano D’Autilia: “È opportuno valutare la sostenibilità economica del progetto, certo. Ma non abbandoniamo a priori l'idea di poter aggiungere un tassello importantissimo alla formazione universitaria salentina che vedrebbe proprio nella facoltà di Agraria sua naturale realizzazione in virtù di una vocazione territoriale che non può non essere considerata”.

“Trovo comprensibile – prosegue l’esponente forzista - l'appello lanciato alle istituzioni dal rettore Zara, ma ritengo che si debba dare seguito alla richiesta di aiuto aprendo un tavolo di confronto e cercando di comprendere fattivamente quali intese possano realmente essere concretizzate per dotare l'Ateneo salentino di una facoltà che rappresenterebbe il suo valore aggiunto. Non gettiamo la spugna. Questo territorio ha dimostrato diverse volte di saper fare quadrato rispetto ai temi importanti. In questo caso, parliamo del futuro dei nostri giovani. Ecco perché ritengo sia prioritaria l'istituzione di un tavolo di confronto, magari convocato dal presidente della Provincia per competenza territoriale che coinvolga anche la cittadella universitaria di Brindisi e il suo territorio ".

Un invito a riconsiderare l’orientamento accademico viene anche dall’associazione “Valori e Rinnovamento”: Chiediamo al rettore Zara, ben conoscendo la sua sensibilità e la sua disponibilità, di creare un grande comitato, con le istituzioni, le banche e le associazioni e i movimenti che intendono sostenere l’iniziativa. Così si fece nel 1955, proprio per istituire l’Università di Lecce e si cominciò il faticoso iter che si concluse positivamente, vincendo pure il boicottaggio dell’Università di Bari, spalleggiata dall’allora ministro della Pubblica istruzione,  Aldo Moro”.

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