Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Asilo nido finito, ma ancora chiuso. Sit-in di protesta davanti ai cancelli

Domani l'iniziativa di sensibilizzazione annunciata dal gruppo di minoranza Sel-Pd a Sannicola nei pressi della struttura di via delle Viole. Dopo otto mesi ancora problemi per l'affidamento della gestione. "Famiglie chiedono lumi"

La locandina della protesta

SANNICOLA – I cancelli e le aule dell’asilo nido comunale di Sannicola restano ancora chiusi. A poco meno di un anno dai lavori di ultimazione della struttura. Con problemi ancora legati all’affidamento della gestione e, forse, con un immobile ancora inagibile a quanto reso noto nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Mino Piccione. Ma dai banchi dell’opposizione il gruppo di minoranza del centrosinistra non ci sta. E chiede lumi e  spiegazioni da riversare verso i legittimi interrogativi posti dai cittadini. E soprattutto dalle famiglie che in quella struttura vorrebbero far frequentare i  loro bambini.

E anche per questo che domani mattina su iniziativa di consiglieri dell’asse Sel-Pd e della coalizione del centrosinistra, Danilo Scorrano, Valerio Nocera, e Wilma Giustizieri, si svolgerà un sit-in di protesta proprio nei pressi dell’asilo nido che insiste su via delle Viole. Dopo otto lunghi mesi dall’ultimazione dei lavori la struttura non è ancora attiva e per questo il centrosinistra non lesina di attribuire responsabilità diretta alla maggioranza di governo del Comune di Sannicola            

“Nonostante si tratti di una struttura ultimata nel maggio 2013, non un solo bambino può frequentarla a causa dell’incapacità dell’attuale maggioranza di bandire l’avviso per la gestione” scrivono in una nota i consiglieri di minoranza, “e la responsabilità della giunta Piccione è gravissima, perché sottrae questa importante risorsa non solo alle famiglie di Sannicola, ma a tutti gli otto paesi dell’ambito di Gallipoli”. Quell’asilo nido infatti è una struttura sovracomunale, ristrutturata con fondi regionali e comunali per oltre 240mila euro, e inserito nella progettualità del piano di zona e dei servizi sociali.

“I giovani qualificati avrebbero potuto da subito lavorarci e le famiglie avrebbero potuto usufruire dei buoni di conciliazione messi a disposizione dalla Regione” incalzano Scorrano, Nocera e Giustizieri, “da molti anni, ormai, il nostro comune non aveva più l’asilo nido, chiuso da un commissario prefettizio per gli alti costi di gestione. Nel frattempo, ovviamente, si sono sviluppate, anche nei paesi vicini, legittimamente, strutture private, ma molte donne hanno dovuto rinunciare al lavoro. La presenza di un nido comunale sul territorio è stato obiettivo strategico per la passata amministrazione Nocera, per essere al servizio dei cittadini tutti ed evitare la speculazione privata.

Così non è più oggi. Da maggio 2013 la struttura è pronta, il bando di assegnazione aveva, effettivamente, un problema sui conteggi dei costi della retta, inferiore a quanto previsto per legge, ed è stato ritirato. Ma” prosegue la nota del centrosinistra, “sarebbe bastato correggere l’errore e riproporlo, ma, a settembre, all’apertura delle scuole, la nuova amministrazione Piccione-Colella, non ne ha permessa l’apertura”. E sul versante dell’amministrazione comunale? Il bando per la gestione come detto è stato annullato perché ritenuto tecnicamente inadeguato, ma lo stesso sindaco Piccione aveva chiarito che una volta superate le questioni dell’agibilità e l’iter per la copertura del posto di istruttore direttivo tecnico, si sarebbe proceduto con il nuovo bando per l’affidamento e la relativa apertura. Ma per ora nulla di più.

“Di fronte alle innumerevoli sollecitazioni e alle interrogazioni della minoranza” spiegano invece i consiglieri del centrosinistra, “la nuova amministrazione ha accampato nuove scuse e nuovi problemi insormontabili, giungendo a negare l’evidenza e cioè che la struttura fosse pronta. Ha dichiarato ai consiglieri, alla stampa e ai cittadini che i documenti non fossero in regola, citando leggi che non andavano applicate alla struttura perché entrate in vigore anni dopo la sua progettazione. Ignoranza? Incapacità di interpretare le leggi? Interessi economici, anche considerevoli, di qualcuno? Se anche la struttura non fosse a norma, e non è così, perché non si è provveduto ad avviare l’iter per adeguarla in questi otto mesi? A chi conviene il nido chiuso?”. In attesa delle risposte ad una recente interrogazione del 23 gennaio scorso, della riproposizione riveduta e corretta del bando di affidamento della gestione e dell’apertura dei cancelli, nei pressi del nido comunale sale in cattedra la protesta.

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