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E se Sant'Oronzo, indispettito, si girasse dall'altra parte?

E se Sant'Oronzo, indispettito, si girasse dall'altra parte?

Torniamo a parlare di problemi reali

In vista della scadenza elettorale, il dibattito politico sta assumendo contorni grotteschi. E intanto la città attende che si cominci a ragionare sui programmi

La querelle infinita degli ultimi giorni sta avvelenando eccessivamente il clima politico, rendendolo pesante e stantio. Fra antipatie personali, tirate d'orecchie reciproche, dispetti infantili, mezzucci di bassa lega, con la scadenza elettorale che si avvicina, tanti politici locali stanno ponendo un'ulteriore barriera fra la loro vita di palazzo e la realtà di una città che si è da poco lanciata nel 2007 portandosi dietro un vagone di problemi irrisolti. Complimenti sinceri.

"Lecce porta d'Europa, città del mondo" recita uno slogan. "Una buona azione per Lecce", risponde un altro. Ma da quella porta, per ora, non sta uscendo un granché. E di buone azioni, neanche l'ombra.

Il sindaco Adriana Poli Bortone, proprio in queste ore, ha lanciato un appello. "E' giunto il momento di ritornare a parlare di temi politici. Cioè di programmi, di idee, di progetti e di cose serie. L'importanza di questa campagna elettorale ed il clima che ha determinato non ci devono far smarrire la bussola del buon senso e della responsabilità".

"Con voi - ha poi proseguito - vogliamo sottoscrivere un patto di correttezza, che renda libero il vostro pensiero e garantisca un clima di distensione nelle prossime settimane di campagna elettorale".


Speriamo bene. Anche se nessuno s'illude che vi possa essere vera distensione, specie in vista di un'elezione. Per carità. Un po' di pepe ci vuole. Ma quanto meno, che il dibattito, animato, forte, deciso, avvenga sul terreno di tematiche reali.

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