Ufficio postale di San Simone a rischio. Dopo raccolta firme ora ricorso al Tar

Saltata la mediazione promossa dal sindaco di Sannicola, Mino Piccione, con la direzione di Poste italiane per evitare il taglio dell’ufficio della frazione. Dopo la petizione dei cittadini presentato un ricorso al Tar contro il provvedimento

SANNICOLA - Salta la mediazione per mantenere attivo l’ufficio postale di San Simone, la frazione di Sannicola, e dopo la raccolte di firme dei cittadini ora il sindaco Cosimo Piccione presenta un ricorso ad hoc dinnanzi al Tar. Il primo cittadino di Sannicola, che da subito a sposato la causa dei residenti della frazione salentina, ha lamentato l’atteggiamento del direttore responsabile di Poste Italiane, che a suo dire avrebbe chiuso ogni possibilità di trattativa finalizzata ad evitare la soppressione dell’ufficio in questione. “Per queste ragioni si è deciso” comunica il sindaco Piccione, “come promesso ai residenti di San Simone, di ricorrere al Tar, sia per l’istanza di sospensiva della cessazione del servizio, sia per impugnare la chiusura definitiva del suddetto ufficio, che di fatto causerebbe una mancata erogazione del servizio pubblico”.

La questione dell’ufficio periferico di via Tuglie nella località di San Simone è quella analoga vissuta da molte realtà territoriali anche salentine interessate dal piano di riorganizzazione dei servizi di Poste Italiane che già in questi giorni porterà alla chiusura di alcune sedi ritenute antieconomiche. Nel calderone degli uffici a rischio soppressione o di riduzione dei giorni e degli orari di servizi era finito anche l’ufficio postale della frazione di Sannicola. La mobilitazione dei cittadini e residenti, ma anche di molti utenti dei comuni limitrofi (che utilizzano lo sportello decentrato, anche nel periodo estivo, per evitare le file nelle sedi più grandi e affollate dai turisti), ha portato alla raccolta di oltre mille firme contro la chiusura dell’ufficio. E lo stesso sindaco Mino Piccione rammenta di aver preso posizione contro tale decisione partecipando anche ad un incontro con la direzione provinciale delle Poste.      

sindaco Mino Piccione-2“Avevo già denunciato nel mese di febbraio tramite una missiva, la mia preoccupazione e totale contrarietà per un provvedimento così drastico e unilaterale” ricorda il primo cittadino “ribadendo altresì, che non si può sopprimere un ufficio importante, sia dal punto di vista logistico, sia per la funzionalità come quello di San Simone, con una decisione verticistica, tramite un semplice preavviso, senza un confronto con le autorità locali, al fine di consentire l’instaurazione di un confronto tra la società e le istituzioni locali, nell’ambito del quale valutare, congiuntamente e più attentamente, l’impatto dell’intervento sulla popolazione locale ed individuare, inoltre, ove fosse possibile, eventuali soluzioni alternative più rispondenti alla specifica situazione in questione”.

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Il sindaco di Sannicola aveva altresì puntualizzato che tale provvedimento, non solo avrebbe penalizzato i residenti della località interessata, ma soprattutto, anche le fasce più deboli, come gli anziani, per i quali il servizio postale è particolarmente importante e che più di altri hanno difficoltà a spostarsi. “Per queste ragioni, ho richiesto l’incontro del 5 marzo scorso con il direttore responsabile provinciale di Poste Italiane” ricorda il sindaco, “al quale ho espresso le mie perplessità rispetto al provvedimento di chiusura, garantendo oltretutto, che pur di dare continuità al servizio, l’ente sarebbe disposto a contribuire con un supporto economico, ipotizzando altresì, anche la possibilità di una riduzione oraria dello sportello. Nello stesso incontro, inoltre, ho sottolineato, che è stata presentata al protocollo del Comune una petizione con più di mille firme, contro la chiusura dell’ufficio da parte dei residenti della frazione”. La volontà manifesta di proseguire nel piano di razionalizzazione da parte di Poste Italiane, e quindi di non prevedere al momento variazioni sul futuro dell’ufficio di San Simone, ha indotto ora il sindaco di Sannicola a intraprendere la via del ricorso amministrativo al Tar.   

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