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Vigili del fuoco e competenze territoriali, scontro sulla caserma di Ugento

La giunta di Melissano ha chiesto al comando provinciale di Lecce di rivedere l'efficacia di un provvedimento che assegna più competenze a Gallipoli e Tricase e ridimensiona i volontari ugentini. Ma il Conapo replica: "Il nuovo assetto non determina alcuna contrazione della capacità di intervento"

La caserma di Ugento.

LECCE – Il Conapo, una delle sigle sindacali dei vigili del fuoco, è in rotta di collisione con alcune amministrazioni locali. In particolare, il segretario provinciale Giancarlo Capoccia, replica oggi a muso duro a una delibera del Comune di Melissano, retto dal sindaco Roberto Falconieri.

Quest’ultimo, infatti, agli occhi dei vigili, è “reo” d’intromettersi tramite delibera in un riassestamento delle competenze territoriali dei pompieri, basata su uno studio tecnico. In sostanza, sono state allargate le aree d’intervento dei distaccamenti di Gallipoli e Tricase.

Ma da dove nasce la questione? Dall’esistenza a Ugento di un distaccamento volontario. Il timore di alcune amministrazioni comunali che ricadono nell’ambito è che tale riorganizzazione, che di fatto ridimensionerebbe l’area operativa dei pompieri ugentini, possa influire in maniera determinante sulla rapidità d’azione nelle cittadine vicine.

La delibera del Comune di Melissano arriva a margine di una nota del sindaco di Ugento, Massimo Lecci che avvisa proprio dell’esistenza di un disegno del comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecce. I vigili del fuoco di Ugento, stando a questa revisione, o per com’è stata interpretatra, si dovrebbero occupare del territorio dove ha sede la caserma e si muoveranno tutt’al più fino ad Acquarica del Capo e Salve.

Da qui un sussulto della Giunta Falconieri, con tanto di atto in cui si chiede la sospensione del provvedimento. I motivi: “I vigili del fuoco volontari di Ugento hanno assicurato centinaia di interventi nei comuni oggi di competenza (Alliste, Casarano, Melissano, Presicce e Taurisano), con impegno quotidiano in situazioni difficili, spesso pericolose, dove la loro stessa vita è messa a repentaglio”.

E ancora: “Il distaccamento di Ugento rappresenta una delle realtà più virtuose non solo della Regione Puglia ma di tutta l'Italia Meidionale, grazie al sacrificio dei trentotto vigili del fuoco volontari”, molti de quali provenienti dai comuni prima citati. Infine: “Il ridimensionamento dell'area d’intervento porrebbe serissimi problemi in termine di tutela della salvaguardia del territorio e della cittadinanza, oltre a determinare la perdita di un importantissimo servizio per tutto il circondario dei comuni interessati”. Tutto questo si legge, appunto, nella deliberazione numero 55 del 25 marzo scorso.

Per Capoccia del Conapo, però, le cose non stanno affatto così. Innanzitutto, a suo avviso si “entra in merito a competenze di un’amministrazione, quale quella dei vigili del fuoco, dipendente dal Ministero dell’interno che nulla hanno a che vedere con una giunta comunale”.

“Da politici e non tecnici, quale sono, prima di esprimere giudizi, a nostro parere, avrebbero dovuto assumere informazioni precise ed avere un quadro della situazione certo”, aggiunge il segretario provinciale del sindacato. Che poi entra nel dettaglio. “Il nuovo assetto territoriale – dice - non determina alcuna contrazione della capacità di intervento dei vigili del fuoco, anzi, semmai garantisce una maggiore professionalità del soccorso”.

Giancarlo Capoccia Segretario Provinciale CONAPO Lecce-2“La strutturazione rispetta in modo assoluto quanto previsto dalle norme e dai regolamenti in materia di tempi d’intervento – spiega -, privilegiando, nell’esclusivo interesse dei cittadini, l’intervento professionale rispetto quello volontario”. “Non solo – prosegue Capoccia -: la regolamentazione emanata dal comando di Lecce, nata da uno specifico tavolo tecnico, oltre a rispecchiare la generalità delle situazioni presenti nel Paese, possiede spiccate doti di flessibilità operativa e non esclude l’impiego di nessuna risorsa, in funzione delle specifiche situazioni. Ciò significa che l’intervento dei volontari nei paesi citati, ove ne ricorrano la necessità e le condizioni, è sempre possibile, ma subordinato a quello professionale”.

“E’ bene tenere presente che la capacità operativa di una squadra composta da personale volontario – precisa - è molto diversa da quella di una squadra professionale e che tutti gli studi tecnici di settore spiegano come differenze minime sui tempi di intervento siano assolutamente ininfluenti sull’esito delle operazioni di soccorso. Ben diverse sono – a suo avviso - le conseguenze della differenza fra un intervento operato da personale professionista o volontario”.

Ma la vicenda ha anche connotazioni che si potrebbero definire politiche. “Non deve sfuggire alla giunta comunale di Melissano – aggiunge Capoccia -, che quello che stiamo chiamando volontariato è stato trasformato impropriamente in un’occupazione lavorativa di tipo precario, regolarmente retribuita, che ha gli stessi costi, o maggiori, del lavoro dei professionisti. È per questo che la nostra organizzazione sindacale da sempre si batte per convertire le spese che vengono operate nel volontariato dei vigili del fuoco in più efficaci ed efficienti investimenti per l’assunzione a tempo indeterminato di personale professionista”.

Infine, un monito: “Alla giunta del Comune di Melissano, chiedo di accogliere gli inviti che il Conapo ogni stagione estiva rivolge a tutti i comuni, affinché attuino un’azione incisiva nell’eliminazione delle sterpaglie, causa di enormi danni ed anche di vittime, dai campi comunali e privati, avviando la specifica azione di prevenzione e controllo che fino ad ora è totalmente mancata”.

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