Lunedì, 26 Luglio 2021
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La disfatta di Salò. Un Lecce senza cuore umiliato con quattro sberle

Nel 29esimo anniversario della morte di Michele Lorusso e Ciro Pezzella, i giallorossi travolti dalla FeralpiSalò. Evidenti le difficoltà ad attaccare una difesa schierata, ma il crollo dei salentini è stato prima di tutto mentale

Le due squadre al centro del campo.

LECCE – Se Salò è tra le località più citate nella storia dell’Italia contemporanea, da oggi lo sarà anche in quella sportiva dell’Us Lecce. I quattro gol subiti dalla squadra giallorossa non lasciano alibi di sorta: la peggiore prestazione della stagione fa il paio con la sconfitta più sonora, proprio nel giorno del 29esimo anniversario della morte di Michele Lorusso e Ciro Pezzella, intramontabili idoli della tifoseria leccese.

Merito dei ragazzi “terribili” di Remondina che hanno interpretato alla lettera l’unico copione immaginabile alla vigilia: tutta la squadra a difesa della propria porta e micidiali ripartenze verso la porta di Benassi.

I salentini. invece, hanno recitato alla perfezione la parte dello sparring partner, quello che nella boxe ti gira intorno, ti fa sciogliere i muscoli e poi si mette a incassare i colpi perché quello è il suo compito. Incapaci di scardinare l’accorta disposizione tattica degli avversari, con i reparti sempre piuttosto distanti, Giacomazzi e compagni hanno faticato molto nel trovare conclusioni degne di nota mentre sono andati sistematicamente in crisi ogni volta che la FeralpiSalò si è fatta sotto.

Sono mancati il talento, la corsa, ma anche il cuore: a nulla è servito, infatti, il cambio di modulo – dal 4-3-3 al 4-2-4 – né ha cambiato il corso della gara l’inserimento di Jeda prima e di Chevanton poi. Il Lecce solo in un paio di circostanze, ma a risultato già acquisito, è andato vicino alla marcatura. Il nodo da sciogliere, è chiaro, è quello relativo all’atteggiamento mentale: non servono i nomi altisonanti, né lo spauracchio del blasone quando la testa non è completamente dentro un progetto sportivo che, come diceva Lerda alla vigilia, si deve fondare sul sudore.

 

La cronaca.

Che il Lecce non sia in una delle sue migliori giornate lo si capisce già al 5’ quando Benassi deve respingere un diagonale di Castagnetti, liberato al tiro da un repentino recupero di palla su fallo laterale a favore dei giallorossi che, comunque, nei minuti successivi, collezionano cinque corner dando l’impressione di poter schiacciare i padroni di casa nella propria metà campo. E invece al minuto 14 arriva, come un regalo anticipato, il vantaggio dei lombardi: Diniz calibra male il passaggio per Benassi e Miracoli riesce ad avere la meglio, in tackle, mentre il portiere prova ad allontanare. La sfera, compressa dall’impatto tra due forze che vanno in direzione contraria, rotola lateralmente e il primo ad accorrere è Montella che non deve fare altro che servire il compagno, intanto rialzatosi, ed assistere al più facile dei gol.

Il primo vero tiro del Lecce verso la porta di Gallinetta parte dal sinistro di Falco, abile ad accentrarsi nonostante una doppia marcatura prima di provare a sorprendere l’estremo sul secondo palo. La FeralpiSalò comprende subito che farsi assediare costituirebbe un suicidio ed allora ricomincia con le sortite offensive che affondano nella retroguardia degli ospiti, lasciata piuttosto sguarnita dal resto della squadra che tende invece a schiacciarsi verso l’area avversaria. Al 36’ è Castagnetti  a provarci da fuori, tre minuti dopo Miracoli manca il raddoppio mancando di un soffio l’appuntamento con un assist di Schiavini.

I giallorossi reclamano due volte la massima punizione: prima per un contatto in area tra Foti e Cortellini, poi per un presunto fallo di mano su cross di Pià. Il direttore di gara lascia proseguire. Nel secondo dei due minuti di recupero della prima frazione, Benassi è provvidenziale su tiro di Tarana, tra i protagonisti di una giornata che entra di diritto nella storia della società bresciana.

Il Lecce, nella ripresa, riparte con Di Maio al posto di Esposito e con Jeda per De Rose. La disposizione tattica dei giallorossi assume le sembianze di un 4-4-2 con il brasiliano che agisce intorno a Foti. Montella e Tarana, con due conclusioni alta, dimostrano che la Feralpi non è rimasta a compiacersi negli spogliatoi. Il primo cartellino giallo è per Ilari costretto al fallo plateale su Pià: la punizione affidata a Memushaj viene neutralizzata dalla respinta di Gallinetta che non vuole complicarsi la vita e usa i pugni. Falasco rileva Cortellini al 14’.

Col passare dei minuti finisce anche l’inerzia che nel primo tempo aveva comunque concesso al Lecce il possesso della palla e la squadra di Remondina mette a nudo l’imbarazzante condizione dei giallorossi. Miracoli, al minuto 20, viene fermato in extremis da Di Maio dopo essersi trovato completamente libero tra le maglie della difesa ospite: sul corner che ne segue Malgrati quasi non crede ai suoi occhi quando Diniz prima sbaglia l’anticipo, poi si volta dalla parte opposta rispetto a quella del diretto avversario che ha così il tempo di colpire il pallone indirizzandolo all’angolino basso alla sinistra di Benassi. Due a zero.

Dopo cinque minuti il Lecce potrebbe accorciare le distanze, ma per caso: Schiavini, col gionocchio, per poco non devia nella propria porta un traversone. Sul calcio d’angolo Gallinetta esce a vuoto ma Di Maio non riesce, di testa, a centrare lo specchio della porta. Al 28’ mister Lerda effettua l’ultimo cambio a sua disposizione: dentro Chevanton per Falco. Pia si sposta a destra, Jeda va sulla sinistra ma i giallorossi proprio non ce la fanno a rendersi pericolosi e, anzi, subiscono la terza marcatura. E’ il 34’ quando Miracoli azzecca il diagonale vincente. I salentini sono allo sbando ma non è ancora finita perché al minuto 38 Legittimo, quasi per frustrazione, strattona in piena area un esuberante Montella. Indiscutibile il calcio di rigore concesso dal direttore di gara: è lo stesso numero sette a trasformarlo spiazzando Benassi.

L’agonia del Lecce viene prolungata da sei minuti di recupero. Chevanton si rende insidioso in un paio di occasioni, ma l’ultima vera chance è per Tarana, a cui però Benassi nega la gioia del gol.

 

Tabellino

FeralpiSalò (4-3-3): Gallinetta; Tantaridini (88’Caputo), Malgrati, Leonarduzzi, Cortellini (59’ Falasco); Schiavini, Castagnetti, Ilari; Montella, Miracoli,Tarana. A disposizione: Gargallo, Fabris, Milani, Pedrinelli, Bentoglio. All: Remondina

Lecce (4-3-3): Benassi; Vanin, Diniz, Esposito (46’ Di Maio), Legittimo; Memushaj, Giacomazzi, De Rose (46’ Jeda); Falco (73’ Chevanton), Foti, Pià. A disposizione: Petrachi, Semenzato, Zappacosta, Bustamante. Allenatore: Lerda.

Marcatori: 14’ e 79’ Miracoli (F), Malgrati al 65' (F), 84’ Montella (F) su rigore.

Ammoniti: Ilari (F). Espulso il tecnico Remondina (F) per proteste..

Arbitro: Benassi di Bologna.

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