Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Lecce inguardabile e subissato dai fischi. L'Aquila vince 2 a 1 senza mai subire

Disastrosa la prova dei giallorossi. Lenti e senza idee, i ragazzi di Moriero non trovano mai la porta. Il vantaggio degli ospiti al 38' con un gran tirdo di De Sousa, Infantino su rigore raddoppia al minuto 83, inutile il goal di Miccoli al 95'

I giocatori abruzzesi festeggiano al fischio finale (foto Chilla).

LECCE – Zero come i punti in classifica. Zero come le idee che non ci sono. Immaginare un esordio peggiore per il Lecce davanti ai suoi tifosi proprio non si poteva. L’Aquila, neopromossa, si impone meritatamente per 2 a 1: gli abruzzesi, compatti sul piano tattico e di un altro pianeta dal punto di vista atletico, hanno portato a termine il compito loro affidato da mister Pugliesi nel migliore dei modi, colpendo quando serviva secondo una schema di rimessa preciso come un orologio svizzero.

I giallorossi non hanno praticamente mai visto la porta avversaria, se non quando Miccoli ha raccolto dal fondo della rete il pallone scagliato con rabbia alle spalle di Testa. Correva il minuto 95 e la partita era già terminata all’84’ con Infantino che, da poco subentrato a De Sousa, aveva realizzato un rigore concesso per un netto atterramento ai danni di Ciotola, altro elemento entrato nella ripresa. Nella circostanza l’errore di sufficienza di Martinez che, di tacco, regala la sfera all’avversario, è di quelli che ti insegnano a non commettere già alla scuola calcio.

Il 4-4-2 di mister Francesco Moriero è parso da subito compassato e disunito, a fronte di un 4-3-3 che in realtà in fase difensiva schierava una linea di centrocampo a cinque con un calciatore sempre pronto ad aggredire il possesso palla dei leccesi fin dalle parti di Perucchini. Rispetto a Salerno senza dubbio un doppio passo indietro: fare la partita si è rivelata un’impresa troppo ardua per Miccoli e compagni, tra i quali fa eccezione solo l’agonismo di Salvi.

Rispetto all’undici mandato in campo all’Arechi la novità è costituita dall’inserimento di Ferreira Pinto per Melara, anche se al 23’ Rullo si fa male e lascia il posto a Sales. Il brasiliano fa solo una buona cosa, un’accelerazione sulla fascia, nel mezzo di una vasta gamma di errori. Ma grave è anche l’errore di Vinetot che, dopo aver lasciato troppo spazio a Ginestra per l’1 a 1 della Salernitama, sottovaluta l’intelligenza di De Sousa che al 38’ riceve a due passi dalla lunetta dell’area di rigore, si gira e trafigge Perucchini con un destro perfetto per il goal dell'1 a 0. La reazione del Lecce, se così si può chiamare, si limita ad un cross di Bencivenga sul quale Ferreira Pinto fa sponda di testa ma l’estremo aquilano è più lesto di tutti e blocca il pallone in tuffo.

Al 5’ della ripresa Carcione trova Perucchini fuori dai pali, dopo una respinta di pugno e di prima intenzione calcia a rete da 40 metri: la conclusione finisce alta sulla traversa. Moriero, dopo 12 minuti, richiama Ferreira Pinto per Doumbia: ma se il primo era stato tangibile per gli errori, il secondo alla fine risulterà impercettibile. Al 64’ il tecnico giallorosso si gioca l'ultima carta con l’inserimento di Parfait per Zigoni (mentre Pugliesi toglie Gizzi e Triarico per Scrugli e Ciotola): Bogliacino avanza di qualche metro e Miccoli si ritrova come terminale offensivo. Ma la condizione fisica del capitano, da tempo alle prese con una fascite plantare, è davvero approssimativa e nemmeno con i calci piazzati l’attaccante riesce a farsi pericoloso.

Il Lecce non ce la fa proprio a rifarsi sotto e il pubblico, paziente per un tempo, perde le staffe. In Tribuna Centrale il silenzio spettrale derivante dall’incredulità si tramuta in parole pesanti nei confronti del presidente Tesoro quando Infantino, su rigore, chiude il match a sei minuti dal termine. Qualcosa di assimilabile all’orgoglio si vede nei cinque minuti di recupero, al termine dei quali Miccoli, con una perfetta esecuzione, trova il goal della bandiera. Ma è davvero troppo poco per trovare un barlume di segnale positivo in una prestazione che deve rimanere isolata. Da segnalare, infine, anche le proteste di alcuni abbonati costretti a fare la fila ai tornelli senza alcun ingresso dedicato: un'attenzione che in altre stagioni e in altri stadi è cortesia attuale.

Il tabellino di Lecce-L'Aquila 1 a 2.

LECCE (4-4-2): Perucchini; Bencivenga, Vinetot, Martinez, Rullo (24’ Sales); Ferreira Pinto (57’ Doumbia), Salvi, Bogliacino, Bellazzini; Miccoli (cap.), Zigoni (64’ Parfait). A disposizione: Bleve, Ferrero, Melara,  Beretta. Allenatore: Moriero

L’AQUILA (4-3-3): Testa; Gizzi (64’ Scrugli), Zaffagnini, Pomante (cap.), Dallamano; Corapi, Carcione, Del Pinto; Triarico (64’ Ciotola), De Sousa (77’ Infantino), Frediani. A disposizione: Addario, Ligorio, Di Lollo, Ferrante. Allenatore: Pagliari

Marcatori: 38’ De Sousa (A), 84’ Infantino (A), 95' Miccoli (L).

Ammoniti: 18’ Bogliacino (L), 56’ Sales (L), 78’ Parfait (L), 83’ Scrugli (A).

Arbitro: Guccini di Albano Laziale.

Spettatori: 2946 di cui 2143 abbonati.

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