Notizie da Gallipoli

Nessuna tregua a Gallipoli: tre barche incendiate nella notte

Le imbarcazioni, appartenenti a un pescatore 40enne incensurato, sono state distrutte nella notte. Non si escludono collegamenti con le recenti vicende nella cittadina

Il luogo dell'incendio

GALLIPOLI – Gallipoli non ha pace. Dopo i recenti avvertimenti, con tanto di proiettili, destinati al politico e imprenditore Sandro Quintana e, poco prima, a uno dei cuochi che presta servizio nel ristorante, vanno a fuoco anche tre imbarcazioni di un pescatore.  E’ accaduto tra le 3 e le 4 della notte, a Gallipoli, in via Cagliari, presso le palazzine dello ex Iacp. Ignoti hanno appiccato il fuoco alle barche in resina, di proprietà di G.T., un pescatore 40enne della cittadina ionica, incensurato e del tutto sconosciuto alle forze dell’ordine.  Dopo aver cosparso del liquido infiammabile su quei natanti, utilizzati per l’attività di pesca e posteggiati all’esterni, nei pressi dell’abitazione del 40enne, i malviventi hanno appiccato le fiamme col chiaro intento di distruggere i mezzi di lavoro e lanciare un inequivocabile messaggio intimidatorio.

L’incendio ha arrecato danni per diverse migliaia di euro, sebbene sia ancora in fase di precisa quantificazione. Sul posto, i vigili del fuoco del distaccamento della Città Bella, per spegnere il rogo e scongiurare il pericolo che le vetture parcheggiate nei paraggi potessero restare coinvolte. I rilievi sono stati eseguiti anche alla presenza dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia gallipolina, con sopralluoghi sia nelle immediate vicinanze del punto colpito, sia nell’isolato.

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Al momento, non sembrerebbero esservi videocamere di sorveglianza installate lungo quella via, né nei paraggi. Ma non è escluso che gli inquirenti possano rintracciare altre immagini: quelle, cioè, fornite da eventuali testimoni oculari. Anche nel mese di maggio, sempre sullo Ionio, si verificò un episodio analogo: le auto di un operaio di una darsena e quella di un cuoco furono letteralmente devastate da un incendio di natura dolosa.  Si fa strada, tra le letture investigative più accreditate, l'ipotesi di una vera e propria guerra per il controllo del mercato ittico. certamente, non un fenomeno recente nella Città Bella. Un tipo d'affare sul quale, da sempre, incombe l'incubo del racket.

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