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Ad Otranto si lavora per l'osservatorio ambientale

Le associazioni ambientaliste locali, tecnici ambientali e rappresentanti dell'amministrazione hanno dato vita ad un tavolo per la realizzazione di un Osservatorio che salvaguardi il territorio

Il tavolo per la creazione dell'Osservatorio.

Nasce ad Otranto un "Osservatorio per l'Ambiente ed il Paesaggio", ossia un impianto unitario tra le associazioni ambientaliste locali e l'amministrazione teso a vigilare sul territorio e a salvaguardarlo. Nasce, o meglio, sono poste le basi ad una nascita di questo nuovo soggetto. L'iniziativa è partita da una richiesta del comitato "Giù le mani dalla Costa", che ha colto l'amministrazione entusiasta e favorevole. Nel corso di un primo incontro a Palazzo Melorio, dove erano presenti il sindaco, Luciano Cariddi, l'assessore all'ambiente, Salvatore Miggiano, il vicesindaco, Francesco Vetruccio, Umberto Lanzilotto ed Alessandro Belmonte, rappresentanti di "Giù le mani dalla costa", Giorgio Miggiano, responsabile della sezione locale di Legambiente, Mauro Rizzelli del Wwf, la dott.sa Federica Lugoli, esperta di questioni ambientali e ricercatrice presso l'Università del Salento.

Il sindaco Cariddi ha precisato: "Ritengo necessario mantenere alta l'attenzione sulle questioni ambientali. Per questo, penso che sia importante favorire una qualche forma di collaborazione tra istituzioni e cittadini, per arrivare a scelte davvero condivise: l'Osservatorio può essere uno strumento utile alla città e contemporaneamente per la nostra attività di governo". Il sindaco ha, quindi, ricordato le difficoltà ambientali che hanno contrassegnato gli ultimi mesi: da Punta Palascia alla Baia dei Turchi, dalle battaglie per le pinete a quelle per i lidi. E non ha disdegnato un appello alla stampa, per un rapporto proficuo, lineare e trasparente con una realtà turistica come Otranto. L'assessore all'ambiente, Miggiano ha ribadito l'importanza di termini come "coinvolgimento" e "partecipazione", che di fatto rappresentano una sintesi dei presupposti su cui far nascere l'Osservatorio, e ha chiesto anch'egli la collaborazione del mondo dell'informazione: "Stiamo per cimentarci con scelte importanti, persino impopolari, e la comunicazione, in questo senso, può assumere un ruolo fondamentale".

"La parola fondamentale - ha aggiunto - è probabilmente sostenibilità. Dobbiamo sapere che il turismo non è indenne da forme di impatto. Serve governabilità del fenomeno e servono politiche energetiche ed ambientali importanti; anche i cittadini di Otranto cominciano ad essere stanchi dell'insostenibilità". Umberto Lanzilotto si è soffermato principalmente a sottolineare gli aspetti procedurali dell'Osservatorio, tra cui le modalità di convocazione, la partecipazione al tavolo, la frequenza degli incontri, la possibilità di dotarsi di uno statuto. Mauro Rizzelli ha chiesto maggiore coinvolgimento delle associazioni locali da parte degli amministratori. Giorgio Miggiano ha chiesto che nell'Osservatorio ci si avvalga di tecnici ambientali competenti. Tutti gli ambientalisti hanno concordato sul presupposto che ad ogni "no", vada necessariamente accompagnata una proposta alternativa.

La dottoressa Lugoli ha precisato che "quando si parla di ambiente, c'è bisogno di guardare le questioni con più criticità e da più punti di vista. Le istanze che giungeranno a questo Osservatorio dovranno essere valutate con la dovuta oggettività. Personalmente accolgo con favore l'idea di creare una realtà come questa, che sia utile al territorio". Il sindaco Cariddi ha concluso l'incontro, preannunciando la prossima convocazione di un'assemblea pubblica, dove saranno discussi e presentati i dati sulle "biocentraline", installate in città, per rilevare la qualità dell'aria. Ha, quindi, ribadito l'importanza concettuale del "turismo sostenibile", dove sia compreso anche il rispetto del luogo che ospita. "Mi piacerebbe - ha concluso - che Otranto fosse sempre più una città aperta a tutti, ma munita dei giusti servizi. Dobbiamo sensibilizzare per quanto ci è possibile cittadini e turisti".


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