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Lunedì, 20 Maggio 2024
Studi e cantieri di scavo / Nardò

Testimonianze dell’età preistorica: riprese le ricerche nell’area di grotta Serra Cicora

Una nuova finestra inedita su depositi e aree di interesse archeologico riferibili al Paleolitico nel parco di Porto Selvaggio. L’equipe del museo della Preistoria di Nardò al lavoro sulle frequentazioni del Pleistocene

NARDO’ Una nuova finestra sulla storia, anzi sulla preistoria alla ricerca di nuove e inedite testimonianze della presenza umana e della sua interlocuzione con l’ambiente e il territorio neretino. Sono riprese le ricerche archeologiche nel sito paleolitico di Grotta Serra Cicora, a monte dell’omonimo  litorale di Porto Selvaggio.    

Un nuovo step nel programma di lavoro portato avanti  dal civico Museo della Preistoria di Nardò e della strategia di sviluppo che l’amministrazione comunale ha orientato anche sulla sostenibilità generata dalla conoscenza e salvaguardia del suo patrimonio storico.

La grotta in questione è stata frequentata tra la fine dell’Uluzziano e l’inizio del successivo Aurignaziano, una fase, ad oggi, non attestata nelle sequenze stratigrafiche degli altri siti del parco di Portoselvaggio e del resto della regione.

La ripresa dei cantieri di scavo, insieme alla prosecuzione dello studio dei reperti e delle indagini non distruttive, apre dunque una nuova fase che mira a ricavare informazioni su scala territoriale sulle frequentazioni del Pleistocene superiore in Salento e, al contempo, sviluppare strategie di musealizzazione dei siti.

Il progetto di ricerca triennale è finanziato dal Comune di Nardò, grazie all’impegno dell’assessorato ai Parchi, guidato da Andrea Giuranna e dell’assessorato ai Musei, retto da Giulia Puglia, e alla sinergia con l’ufficio Parco dell’ente gestore. Ad oggi gode inoltre della collaborazione del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, della locale sezione di Arif Puglia e del partenariato del Polo Biblio-museale della Regione.

Quale ente gestore del parco archeologico e grazie alla puntuale disponibilità di Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, il Comune di Nardò, attraverso il Museo della Preistoria di Nardò, mira a ricostruire la genesi evolutiva del paesaggio stratificato della costa come bene primario della comunità attraverso un progetto organico che connette conoscenze scientifiche, conservazione, valorizzazione e fruizione.

Il potenziale informativo e la frequenza dei siti rendono l’area di Porto Selvaggio un contesto strategico per la raccolta e l’elaborazione di dati utili ad approcciare su scala territoriale le più antiche frequentazioni umane dell’Italia peninsulare e sviluppare comparazioni interregionali. In tale quadro, l’implementazione delle conoscenze riguardanti il patrimonio geo-paleontologico e archeologico rappresenta esso stesso uno strumento di crescita sociale e, al contempo, di programmazione strategica.

Grotta Serra Cicora A_2

Negli scorsi anni l’equipe del museo della preistoria, in un programma di analisi non invasive, ha avviato lo studio delle collezioni di manufatti e di fossili presenti in deposito con metodologie aggiornate e già in parte pubblicate. Inoltre, sono stati eseguiti rilievi 3D e fotogrammetrici di tre siti in grotta e di una torre costiera. Infine, è stato avviato uno studio petrografico interdisciplinare dei manufatti, che connette il Salento alla Puglia delle Murge e del Tavoliere, quello geo-sedimentologico delle sezioni stratigrafiche, prospezioni e raccolta bibliografica.

Tutto questa attività, oltre all’acquisizione di nuovi dati (anche attraverso la co-tutela per tesi di laurea e la collaborazione in progetti di ricerca), ha contribuito a costruire una rete di relazioni e di collaborazioni scientifiche di alto profilo che permette la disponibilità di competenze scientifiche, attrezzature, laboratori, finanziamenti di progetti condivisi.

L’area di Porto Selveggio ricca di testimonianze

Il paesaggio del parco neretino di Porto Selvaggio racconta la relazione plurimillenaria tra l’evoluzione dell’ambiente costiero e la presenza e l’insediamento dell’uomo. È segnato da fasi di organizzazione del territorio ascrivibili alle frequentazioni di Neandertal prima e, a partire da circa 45 mila anni fa, di Sapiens.

Depositi e aree di interesse archeologico riferibili al Paleolitico si estendono quasi senza soluzione di continuità e sono cronologicamente seguiti dalle riorganizzazioni di età neolitica, protostorica e storica.

Nonostante l’ampio arco cronologico, sono la frequenza e la rilevanza dei siti preistorici a identificare le componenti principali di un vero e proprio “Distretto della Preistoria” al cui interno le ricerche sono state avviate dal professor Arturo Palma di Cesnola e dal professor Edoardo Borzatti negli anni ‘60 del secolo scorso e proseguono tutt’ora.

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