Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Porto Cesareo: il gigante verde patrimonio della comunità sta per morire

Il comitato per la tutela delle dune e della fascia costiera punta le proprie attenzioni su un grande albero di pino, piantato oltre cinquant'anni fa a ridosso del litorale sabbioso, di fronte ad un noto hotel, e in agonia

PORTO CESAREO - Il comitato per la tutela delle dune e della fascia costiera di Porto Cesareo punta le attenzioni su un grande albero di pino, piantato oltre cinquant’anni fa a ridosso del litorale sabbioso, di fronte all’attuale hotel “Grand Paradise”: l’esemplare, infatti, vista la perdita del suo colore naturale, dimostra di essere in agonia.

“Quel gigante – scrive il presidente Cosimo Damiano Arnesano -, che fino all’anno scorso offriva tranquillità agli amanti della lettura  e frescura ai tanti turisti che dopo aver fatto il bagno cercavano riparo dal sole infuocato, sta per morire. Quel grande albero, patrimonio della nostra comunità, che veniva scelto anche dai cardellini (specie di uccello in estinzione e quindi protetta in tutt’Italia) per costruirsi il nido, deporvi le uova e riprodursi, rischia di appassire e, quindi, d’essere abbattuto, per fare del suo immenso tronco e dei suoi robusti rami solo legna da ardere”.

Proprio oggi, il comitato ha inviato una lettera al sindaco di Porto Cesareo, al presidente dell’area marina protetta, alle forze dell’ordine locali ed al vice questore aggiunto del Corpo forestale dello Stato, per chiedere che sia presa ogni azione utile a far conoscere le cause che ne hanno seriamente compromesso lo stato di salute,  che siano prese le opportune misure di prevenzione onde evitare che la stessa sorte possa toccare a quei pochi altri alberi ivi presenti, che si faccia ricorso ad interventi idonei per portarlo a guarigione e, solo in casi estremi, di ricorrere alla sua sostituzione con la piantumazione di uno o più alberi della stessa specie.

 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Porto Cesareo: il gigante verde patrimonio della comunità sta per morire

LeccePrima è in caricamento