Abuso d’ufficio nella gestione del canile, assolto il comandante dei vigili

Per l’accusa Antonio Nahi aveva agevolato un veterinario nell’affidamento della gestione della struttura comunale. Ma per i giudici della seconda sezione penale “il fatto non sussiste”

MELENDUGNO - Si è chiusa con un verdetto di non colpevolezza la vicenda giudiziaria nella quale il capo della polizia municipale di Melendugno Antonio Nahi, 62enne del posto, rispondeva di abuso d’ufficio. Era accusato di aver agevolato un veterinario nell’affidamento della gestione del canile comunale, dal 2007 al 2015, senza indire una regolare gara, ma per la seconda sezione penale (presieduta dal giudice Pietro Baffa), il “fatto non sussiste”. Il comandante è stato quindi assolto, così come aveva chiesto il pubblico ministero Alessandro Prontera.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate nei prossimi giorni, ma stando alla tesi difensiva, non ci fu alcun illecito perché il Comune di Melendugno avrebbe gestito la struttura, e continuerebbe a farlo, direttamente o in proprio.

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E’ sulla scorta di queste argomentazioni messe nero su bianco in due memorie dall’avvocato Giuseppe Corleto che il magistrato titolare delle indagini, il pubblico ministero Paola Guglielmi, chiese l’archiviazione dell’inchiesta. Ma il procedimento andò avanti perché il giudice Edoardo D’Ambrosio, rigettò l’istanza, disponendo l’imputazione coatta.

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