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Dagli antichi "caseddhi a residenze di lusso, in 34 indagati per abusivismo

La Procura del capoluogo salentino ha chiuso le indagini relative ai presunti illeciti legati al progetto "Abaco dei trulli" ad Alliste

LECCE – Sono 34 gli avvisi della conclusione delle indagini preliminari notificati dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone nell’ambito di una maxi inchiesta per presunto abusivismo edilizio nel comune di Alliste. Agli indagati è contestato di “aver effettuato, in concorso tra loro e nelle rispettive qualità, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, interventi edilizi comportanti una incisiva lottizzazione abusiva in area tipizzata come agricola di tutela nell'ambito della serra riconosciuta dal Prg per un’alta valenza paesistica ed ambientale e sottoposta a vincolo paesaggistico”.

Secondo quanto ipotizzato dall’accusa sarebbero state realizzate ben venti nuove complesse strutture destinate esclusivamente a residenze, annesse a preesistenti antichi manufatti denominati "caseddhi", con strutture portanti in cemento armato e la creazione di piscine, viali, servizi igienici, tettoie, pavimentazioni, ed ancora impianti idrici, fognanti ed elettrici, depositi e recinzioni con frazionamento, urbanizzazione e trasformazione di terreni agricoli interessanti diversi lotti di terreno ricadenti nell'ampio e pregevole territorio agricolo ambientale della "Serra di Alliste", digradante verso il mare Ionio. “Interventi – si legge nelle carte dell’inchiesta – realizzati tutti in assenza di titoli abilitativi e di nulla osta delle autorità preposte al vincolo, dovendosi ritenere tutti gli assensi rilasciati per i singoli interventi edilizi”.

Si tratta del progetto pilota denominato “Abaco dei Trulli”, da ritenersi, secondo quanto merso nelle indagini della polizia provinciale, “macroscopicamente illegittimo, in quanto finalizzato alla realizzazione, sull'arca indicata, di nuovi insediamenti incompatibili con la destinazione urbanistica vigente e volto ad imprimere una destinazione esclusivamente "turistica e residenziale", totalmente incompatibile con la destinazione "agricola" della zona, in assenza della necessaria valutazione della Regione Puglia”.

L’avviso, oltre che a proprietari dei terreni e acquirenti (provenienti da numerose regioni d’Italia e persino dal Belgio), è stato notificato anche all’ex vicesindaco Antonio Venneri e all’attuale dirigente del settore Urbanistica del Comune di Alliste, Luisella Guerrieri, e ai componenti del gruppo progetto pilota "Abaco dei Trulli".

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Silvio Verri, Massimo Fasano, Francesco Fasano, Mario Stefanizzi, Sabrina Conte, Luigi Corvaglia, Viola Messa, Damiano Alemanno Cavalera, Fernando Corsano, Giacinto Mastroleo, Massimo Bagno, Antonio Carullo e Valentina Mele.

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