Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Raid punitivo per vendicare la zia delusa in amore. In quattro nei guai

Sono finiti nei guai per i reati di tentata rapina aggravata, lesioni aggravate, e violenza privata in concorso. Sono stati fermati, dai carabinieri di Salve, per un episodio avvenuto nella serata del 3 dicembre. Il gruppo provò ad aggredire un 52enne del posto, colpevole di una relazione burrascosa con la parente di uno dei quattro indagati

Un momento della conferenza presso il comando provinciale dei carabinieri

SALVE – Le pene d’amore hanno provocato risvolti inimmaginabili. Ma poi in  sono finiti in manette, proprio a pochi giorni dalla festa di San Valentino. La scorsa notte, i carabinieri della stazione di Salve, guidati dal maresciallo Tergilio Zezza, assieme ai colleghi della compagnia di Tricase, coordinati dal tenente Simone Clemente, hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone. Queste sono accusate di aver pianificato un raid  per punire la fine della relazione, peraltro burrascosa e violenta, tra la vittima e la zia di uno dei fermati.

Si tratta di tre individui di Salve e uno di Gemini: Antonio Vantaggio, disoccupato 51enne, noto alle forze dell’ordine; suo figlio Daniele, operaio 20enne incensurato; Denni Alfieri, operaio 30enne, noto alle forze e, infine, Vincenzo Coi, 21enne, l’unico residente nella frazione di Ugento, disoccupato e noto alle forze dell’ordine. E nipote della donna alla quale, per circa 5 anni, sarebbe stato legato  l’aggredito, prima della separazione avvenuta nel 2012.

Per il gruppo, l’accusa di è tentata rapina aggravata, lesioni aggravate, e violenza privata in concorso. Intorno alle 20 del 3 dicembre, quella che avvenne fu una vera e propria spedizione punitiva ai danni di un 52enne del comune del basso Salento, aggredito nel centro abitato, e rapinato del proprio marsupio e del proprio telefono cellulare, sotto la minaccia di un piede di porco e di un coltello di piccole dimensioni, tipicamente utilizzato dai sub nell’attività di pesca, poi rinvenuto all’alba al termine delle perquisizioni.

La vittima riuscì a sfuggire all’ira dei quattro urlando a squarciagola. Restò anche lievemente ferito alla mandibola. Oltre alla potenza della sua ugola, si servì anche di un cancello per arrampicarsi e mettere in fuga i suoi presunti aggressori. Questi ultimi, in quel freddo martedì, si allontanarono senza bottino. I loro nomi, tuttavia, alcune ore dopo finirono nelle mani dei militari dell’Arma.

La vittima, infatti, dapprima oppose resistenza e non raccontò nulla. Il giorno successivo, invece, si convinse a sporgere denuncia. Ma a distanza di 24 ore, il 52enne si presentò nuovamente presso la caserma di Salve, in compagnia di due degli arrestati. A soli due giorni dal raid, Antonio Vantaggio e Denni Alfieri, costrinsero infatti la vittima, sotto “suggerimento”, a ritrattare la denuncia, poi non ritirata solo per caso fortuito).

Ma riconvocata dal personale dell’Arma, l’aggredito raccontò la verità.  Al termine di una serie di accertamenti, Antonio Vantaggio e Denni Alfieri sono stati accompagnati nel carcere di Lecce, mentre gli altri due ristretti agli arresti domiciliari, su richiesta del sostituto procuratore, Roberta Licci, accolta dal gip del Tribunale di Lecce, Simona Panzera. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Alemanno, Villanova e Cretì del Foro di Lecce.

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